Quando un’auto si ferma per un guasto, la tentazione di collegarla alla vettura di un familiare e raggiungere l’officina più vicina è forte. Il traino di veicoli in avaria, però, è consentito solo in condizioni precise: servono collegamenti adeguati, segnalazioni visibili e una valutazione lucida della sicurezza. Qui chiarisco cosa prevede il Codice della strada italiano, come comportarsi su strada ordinaria e perché in autostrada il fai da te può trasformarsi rapidamente in un rischio.
Le regole essenziali da ricordare prima di muovere l’auto
- Collegamento solido con fune, catena, cavo o barra rigida, sempre ben visibile.
- Segnalazione obbligatoria sul veicolo trainato con dispositivo luminoso previsto o apposito pannello.
- Su autostrade e strade extraurbane principali il traino privato è vietato.
- In caso di fermata, il triangolo va collocato ad almeno 50 metri sulle strade ordinarie e circa 100 metri in autostrada o dove previsto.
- La sanzione per la violazione dell’articolo 165 va da 87 a 344 euro.
Cosa consente davvero la legge italiana
L’articolo 165 del Codice della strada ammette il traino di emergenza di un veicolo da parte di un altro, ma solo quando esiste una situazione concreta di avaria e il percorso è limitato a quello necessario per raggiungere un luogo sicuro o l’officina più vicina. Non è quindi un sistema per trasportare normalmente un’auto senza revisione, senza assicurazione o non più idonea alla circolazione.
Il collegamento deve essere solido e adatto allo scopo. La legge cita fune, catena, cavo, barra rigida o strumenti analoghi, purché siano agganciati correttamente e risultino chiaramente percepibili dagli altri utenti della strada. Una corda improvvisata, una cinghia non certificata o un punto di aggancio scelto a caso possono spezzarsi o danneggiare la struttura dei veicoli.
Durante il traino, il veicolo rimorchiato deve mantenere attivo il dispositivo luminoso lampeggiante previsto dal Codice. Se non ne è dotato, occorre esporre sul lato rivolto alla circolazione il pannello o il segnale mobile prescritto. Le semplici quattro frecce, da sole, non sostituiscono automaticamente le segnalazioni richieste dall’articolo 165.
| Elemento | Regola pratica |
|---|---|
| Collegamento | Fune, catena, cavo o barra rigida adeguatamente fissati |
| Segnalazione | Dispositivo lampeggiante previsto oppure pannello o segnale mobile conforme |
| Percorso | Solo il tragitto indispensabile verso un luogo sicuro o l’officina più vicina |
| Responsabilità | Entrambi i conducenti devono mantenere il controllo e procedere con prudenza |
| Sanzione | Da 87 a 344 euro per la violazione dell’articolo 165 |
Il veicolo trainante, se dispone del dispositivo a luce gialla previsto per i mezzi di soccorso stradale, deve tenerlo acceso. Nella pratica privata è raro che un’automobile ne sia provvista, ed è proprio per questo che, in presenza di dubbi sulla segnalazione, preferisco consigliare il carro attrezzi.

Prima viene la sicurezza, soprattutto in autostrada
Quando compare un guasto, la prima decisione non riguarda la fune ma la posizione del veicolo. Se l’auto riesce ancora a muoversi, bisogna raggiungere la corsia di emergenza o una piazzola, segnalando la manovra e evitando arresti improvvisi nelle corsie di marcia.
Una volta fermi, accendo le luci di emergenza, indosso il giubbotto retroriflettente prima di scendere e, quando possibile, esco dal lato passeggero. Le persone devono restare oltre il guardrail o comunque in una zona protetta, lontano dal traffico. L’ACI raccomanda inoltre di comunicare ai soccorsi il riferimento chilometrico, il senso di marcia e ogni dettaglio utile per identificare la posizione.
Sulle strade ordinarie il triangolo va collocato normalmente ad almeno 50 metri dal veicolo, in modo che sia visibile da una distanza adeguata. In autostrada, quando l’auto non può essere spostata sulla corsia di emergenza o su una piazzola, il Codice richiede il segnale mobile posteriormente e ad almeno 100 metri.
Su autostrade e strade extraurbane principali il traino privato è vietato sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli. L’eccezione riguarda i veicoli autorizzati ai servizi autostradali e, in casi specifici, i mezzi di polizia, soccorso e assistenza. In questa situazione bisogna chiamare il soccorso stradale autorizzato, il numero indicato dalla società autostradale o il 112 se esiste un pericolo immediato.
La sosta di emergenza deve durare solo il tempo indispensabile per gestire il problema e, in autostrada, non può protrarsi oltre tre ore. Restare accanto alla vettura per tentare una riparazione improvvisata espone a un rischio sproporzionato rispetto al possibile vantaggio.
Come organizzare un traino breve su strada ordinaria
Su una strada urbana o extraurbana ordinaria, un traino breve può essere valutato solo se entrambi i veicoli sono in condizioni compatibili con la manovra. Il mezzo trainante deve avere massa, freni e potenza sufficienti; quello trainato deve conservare almeno sterzo e frenata funzionanti.
Controlli da fare prima dell’aggancio
- Verificare i punti di traino indicati nel manuale del veicolo.
- Controllare che la fune o la barra non siano danneggiate e siano compatibili con il peso dell’auto.
- Disinserire il freno di stazionamento del veicolo trainato.
- Se previsto dal costruttore, lasciare il cambio in folle.
- Controllare eventuali limiti per cambi automatici, sistemi 4x4, veicoli elettrici e ibridi.
- Stabilire prima i segnali tra i due conducenti, soprattutto per arresto, rallentamento e svolta.
Il conducente dell’auto trainata deve mantenere il volante e anticipare le frenate del mezzo davanti. Con una fune elastica o leggermente lasca, ogni partenza deve essere progressiva, senza strappi. La barra rigida riduce il rischio di urti, ma non elimina la necessità di frenare per tempo.
Io considero il traino con fune una soluzione da usare solo per una distanza ridotta, su un itinerario semplice e con buona visibilità. Curve strette, rotatorie trafficate, discese ripide, pioggia intensa e fondo sconnesso cambiano completamente il livello di rischio. Se il percorso richiede molti chilometri, la soluzione corretta è il trasporto su carro attrezzi.
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Durante la marcia
La velocità deve rimanere molto bassa e adeguata alle condizioni della strada, anche quando il limite ordinario sarebbe superiore. Bisogna evitare sorpassi, brusche accelerazioni e frenate improvvise, mantenendo una distanza sufficiente dagli altri veicoli per non creare una coda pericolosa.
Il tragitto deve essere il più diretto possibile. Fermarsi in un luogo sicuro per controllare il collegamento è prudente, soprattutto dopo i primi metri. Se la fune si allenta, il veicolo trainato perde la capacità di seguire correttamente il mezzo davanti e il rischio di collisione aumenta molto.
Quando il traino fai da te diventa una cattiva idea
Non tutti i guasti permettono di trainare l’auto. Se sono compromessi i freni, lo sterzo, una ruota, la sospensione o il sistema di trasmissione, è meglio non muovere il veicolo con una fune. Lo stesso vale quando l’auto è rimasta coinvolta in un incidente e presenta danni strutturali o perdite di liquidi.
Particolare attenzione serve per i cambi automatici, i veicoli elettrici e le trazioni integrali. In alcuni modelli le ruote motrici che girano a motore spento possono danneggiare cambio, differenziale o componenti elettrici. Il manuale d’uso stabilisce se il veicolo può essere trainato, a quale distanza e con quali ruote sollevate.
Un altro errore comune consiste nel collegare il cavo al paraurti o a una parte non progettata per sopportare il carico. Il gancio di traino rimovibile, quando presente, va avvitato fino in fondo nell’apposita sede. Se non si riesce a identificare il punto corretto, non bisogna improvvisare.
Rinuncerei al traino privato anche in presenza di scarsa visibilità, ghiaccio, traffico intenso o strada stretta. Il risparmio rispetto al soccorso stradale può essere annullato da un paraurti danneggiato, da una fune spezzata o da un incidente con responsabilità a carico dei conducenti.
Sanzioni, responsabilità e costi da mettere in conto
Chi non rispetta le modalità previste dall’articolo 165 rischia una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro. L’importo riguarda il mancato rispetto delle regole sul collegamento e sulla segnalazione, ma in caso di incidente possono aggiungersi responsabilità civili per i danni provocati.
Il costo del carro attrezzi non è stabilito da una tariffa nazionale unica. Dipende da chiamata, orario, distanza, recupero del veicolo, pedaggi, difficoltà dell’intervento e destinazione finale. Prima di autorizzare il servizio chiedo sempre il prezzo complessivo, specificando se comprende uscita, chilometri, deposito e trasferimento in officina.
Una polizza assicurativa o una tessera di assistenza può coprire tutto o parte dell’intervento, ma spesso prevede limiti sul numero di chiamate, sulla distanza o sul tipo di guasto. Controllare queste condizioni prima del viaggio è una scelta semplice che può evitare sorprese, soprattutto durante ferie e lunghi spostamenti.
Se il veicolo è già fermo, conviene fotografare la posizione, la targa, eventuali danni e il quadro strumenti. Queste immagini aiutano a documentare lo stato dell’auto prima del recupero e rendono più chiara la comunicazione con assicurazione, officina e soccorritore.
La decisione più sicura si prende prima di agganciare
Il traino d’emergenza ha senso solo per togliere rapidamente un veicolo da una situazione semplice e controllabile. Su strada ordinaria servono collegamento adeguato, segnalazioni corrette, due conducenti attenti e un percorso breve; in autostrada, invece, bisogna affidarsi ai servizi autorizzati.
La regola che seguo è concreta: se ho anche solo un dubbio su freni, sterzo, trasmissione, segnalazione o sicurezza del percorso, scelgo il carro attrezzi. Arrivare in officina qualche minuto più tardi costa meno che trasformare un guasto in un incidente.