Un pedone che cammina sulla carreggiata, attraversa lontano dalle strisce o passa davanti a un autobus fermo può commettere una violazione anche senza trovarsi alla guida. L’art. 190 del Codice della Strada stabilisce dove e come devono muoversi i pedoni, quali comportamenti sono vietati e quale multa può essere applicata. In questa guida chiarisco le regole più importanti, gli errori ricorrenti e il rapporto tra obblighi del pedone e responsabilità del conducente.
Le regole essenziali per muoversi a piedi in sicurezza
- Marciapiede: il pedone deve usarlo quando è presente e praticabile.
- Carreggiata: in assenza di spazi pedonali si cammina sul margine corretto, causando il minimo intralcio.
- Attraversamento: si utilizzano strisce, sottopassaggi o sovrappassaggi; fuori dalle strisce occorre attraversare in senso perpendicolare.
- Distanza di 100 metri: si può attraversare fuori dalle strisce solo quando non esistono o distano più di 100 metri, salvo i casi vietati dal comma 3.
- Sanzione: la violazione prevede una multa da 26 a 102 euro, senza decurtazione di punti dalla patente.
Che cosa disciplina davvero l’articolo 190
La norma riguarda il comportamento dei pedoni, non le regole generali per chi conduce un’auto o una moto. Il suo obiettivo è ridurre i conflitti tra persone a piedi e veicoli, indicando spazi, direzioni e modalità di attraversamento.
Il principio di base è semplice. Il pedone deve circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi predisposti. Solo quando questi spazi mancano, sono occupati, interrotti o troppo stretti è possibile utilizzare il margine della carreggiata.
Io considero importante non interpretare questa regola in modo meccanico. Un marciapiede completamente ostruito da un cantiere, per esempio, non offre una reale alternativa. In quel caso il pedone deve spostarsi con prudenza, scegliere il tratto meno pericoloso e creare il minimo intralcio possibile alla circolazione.
Dove deve camminare il pedone quando manca il marciapiede
Nei centri abitati, quando non esiste uno spazio pedonale utilizzabile, il pedone deve procedere sul margine della carreggiata. La direzione deve permettere di ostacolare il meno possibile i veicoli, mantenendo sempre la massima attenzione alle condizioni del traffico.
Fuori dai centri abitati la regola cambia in base al tipo di strada. Su una carreggiata a doppio senso si cammina sul margine opposto al senso di marcia dei veicoli. In questo modo il pedone vede arrivare i mezzi frontalmente e può reagire con maggiore anticipo.
Su una strada a senso unico, invece, il pedone deve mantenersi sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli. È un dettaglio che molti ricordano male, soprattutto quando passano da una strada urbana a una provinciale.
La regola nelle ore notturne
Da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, fuori dai centri abitati e in assenza di illuminazione pubblica, i pedoni che camminano sulla carreggiata devono procedere in fila unica. Camminare affiancati aumenta l’ingombro e rende più difficile per un automobilista calcolare la distanza laterale.
In pratica, un abbigliamento visibile e una torcia possono migliorare molto la sicurezza, ma non sostituiscono l’obbligo previsto dalla norma. La scarsa visibilità è proprio il motivo per cui, in questi tratti, la prudenza deve essere maggiore.Come attraversare la strada senza violare le regole
Per attraversare la carreggiata bisogna utilizzare, nell’ordine, attraversamenti pedonali, sottopassaggi o sovrappassaggi. Le strisce non sono un suggerimento facoltativo quando si trovano nelle vicinanze, ma il percorso previsto dal Codice della Strada.
Il pedone può attraversare fuori dalle strisce soltanto quando non esistono oppure quando distano più di 100 metri dal punto scelto. Anche in questo caso deve procedere in senso perpendicolare rispetto alla strada e prestare attenzione per evitare situazioni di pericolo.
| Situazione | Comportamento corretto |
|---|---|
| Strisce presenti a meno di 100 metri | Utilizzare l’attraversamento pedonale |
| Strisce assenti o oltre 100 metri | Attraversare perpendicolarmente, dopo aver verificato che non vi siano pericoli |
| Intersezione o piazza con strisce presenti | Non attraversare diagonalmente né fuori dagli attraversamenti |
| Attraversamento fuori dalle strisce | Dare la precedenza ai conducenti |
Il limite dei 100 metri non autorizza a fare qualsiasi cosa. È vietato attraversare diagonalmente un’intersezione e, nelle piazze o nei larghi, non si può attraversare fuori dalle strisce quando queste esistono, anche se si trovano oltre 100 metri.
Fuori da un attraversamento pedonale il pedone deve inoltre dare la precedenza ai conducenti. Questo non elimina gli obblighi di prudenza di chi guida, disciplinati soprattutto dall’articolo 191, ma significa che il pedone non può immettersi sulla traiettoria dei veicoli confidando automaticamente nel diritto di passaggio.
I divieti meno conosciuti previsti dalla norma
L’articolo vieta di sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo che vi sia una necessità. Fermarsi per parlare, scattare una fotografia o controllare il telefono può diventare rischioso quando obbliga i veicoli a frenare o a cambiare traiettoria.
Anche un gruppo fermo sul marciapiede, sulla banchina o vicino alle strisce può violare la norma se ostacola il normale passaggio degli altri pedoni. Il problema non è stare fermi in sé, ma creare un restringimento che costringa le persone a scendere sulla carreggiata.
Autobus, tram e filobus alle fermate
È vietato attraversare passando davanti a un autobus, filobus o tram fermo alla fermata. Il mezzo nasconde spesso i pedoni ai veicoli che arrivano dalla direzione opposta, creando una situazione in cui nessuno riesce a vedere per tempo l’altro.
La scelta più sicura è attendere che il mezzo riparta e raggiungere le strisce con visuale libera. Pochi secondi di attesa evitano uno degli attraversamenti più difficili da prevedere.
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Pattini, tavole e dispositivi per la mobilità
Pattini, tavole e altri acceleratori di andatura non possono essere utilizzati sulla carreggiata. Anche sugli spazi riservati ai pedoni il loro uso è vietato quando può creare pericolo per gli altri utenti.
Le macchine destinate ai bambini o alle persone con disabilità possono circolare negli spazi pedonali secondo le regole stabilite dall’ente proprietario della strada. Per i dispositivi destinati alle persone con disabilità sono previste anche alcune possibilità di circolazione su percorsi e infrastrutture ciclabili, sempre nel rispetto delle condizioni applicabili.Quanto si rischia con una violazione dell’articolo 190
Chi viola una delle disposizioni previste dall’articolo 190 è soggetto a una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro. L’importo effettivo dipende dalla contestazione e dalle modalità di pagamento indicate nel verbale.
| Importo previsto | Pagamento entro 5 giorni con riduzione del 30% |
|---|---|
| 26 euro | 18,20 euro |
| 102 euro | 71,40 euro |
La riduzione del 30% si applica, in linea generale, quando il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Al totale possono aggiungersi le spese di procedimento o di notifica, quindi conviene controllare sempre l’importo riportato nel verbale.
Per queste violazioni non è prevista la decurtazione di punti dalla patente, perché la norma riguarda il comportamento del pedone. Se però la condotta provoca un incidente, possono entrare in gioco ulteriori profili di responsabilità civile o penale, valutati in base alle conseguenze concrete e alle prove disponibili.
Gli errori che trasformano una regola semplice in un rischio reale
L’errore più comune è pensare che il pedone abbia sempre la precedenza. Sulle strisce il conducente deve adottare particolare prudenza e rispettare gli obblighi previsti per tutelare chi attraversa, ma fuori dalle strisce il pedone deve rispettare le condizioni dell’articolo 190 e, quando previsto, dare la precedenza ai veicoli.
Un altro equivoco riguarda la distanza di 100 metri. Non si misura “a occhio” dal punto in cui il pedone si trova, ignorando la geometria della strada. Se l’attraversamento scelto è un’intersezione, una piazza o un largo con strisce presenti, il comma 3 può vietare comunque il passaggio fuori dall’area predisposta.
Io suggerisco una verifica molto concreta prima di attraversare. Cerco un punto con visuale libera, controllo entrambe le direzioni, evito di sbucare da dietro veicoli parcheggiati e non do per scontato che chi guida mi abbia visto. Il contatto visivo con il conducente è spesso più utile di qualsiasi gesto fatto all’ultimo momento.La stessa cautela vale per chi guida. Il fatto che un pedone abbia attraversato in modo irregolare non rende automaticamente lecita una condotta veloce, distratta o incapace di fermarsi. Articolo 190 e articolo 191 devono essere letti insieme, perché la sicurezza nasce dalla responsabilità di entrambi gli utenti della strada.
La regola più utile da ricordare quando si è a piedi
Il senso pratico dell’articolo 190 è ridurre le situazioni imprevedibili. Usare gli spazi pedonali, attraversare sulle strisce, evitare diagonali e mantenere una visuale libera sono comportamenti semplici, ma fanno la differenza soprattutto al buio, vicino alle fermate e sulle strade trafficate.
La multa da sola non dovrebbe essere il motivo per rispettare queste regole. Un attraversamento corretto lascia al conducente più tempo per reagire e al pedone una traiettoria più prevedibile. È questo, più dell’importo della sanzione, il vero risultato che il Codice della Strada cerca di ottenere.