Le regole essenziali per usare correttamente le luci
- Fuori dai centri abitati, le auto in marcia devono usare i dispositivi luminosi previsti.
- Moto, ciclomotori, tricicli e quadricicli devono tenere le luci accese anche nei centri abitati.
- Le luci di marcia diurna possono sostituire gli anabbaglianti solo in condizioni ordinarie e se il veicolo ne è dotato.
- Di notte, in galleria o con scarsa visibilità, servono gli anabbaglianti, non soltanto le luci diurne.
- La sanzione ordinaria va da 42 a 173 euro; pagando entro 5 giorni può scendere a 29,40 euro.

Cosa prevede l’art 152 CdS sulle luci
La regola riguarda i veicoli a motore durante la marcia. Fuori dai centri abitati, l’automobilista deve utilizzare le luci di posizione e i proiettori anabbaglianti, oltre alle luci della targa e a quelle d’ingombro quando sono previste per quel veicolo. Il testo aggiornato è riportato anche dall’ACI.
Non è quindi una norma limitata ad autostrade e superstrade. Vale, in generale, su una strada extraurbana, anche se il tratto è breve, poco trafficato o illuminato dal sole. È proprio questo il dettaglio che molti conducenti sottovalutano: la luce naturale non elimina l’obbligo.
| Veicolo o situazione | Comportamento richiesto |
|---|---|
| Autovettura fuori dal centro abitato | Luci di posizione e anabbaglianti, oppure luci di marcia diurna quando consentito |
| Ciclomotore, motociclo, triciclo o quadriciclo | Luci accese anche durante la marcia nei centri abitati |
| Marcia notturna, in galleria o con scarsa visibilità | Anabbaglianti e dispositivi prescritti secondo le regole specifiche |
| Veicolo storico o da collezione | Esente dall’obbligo specifico previsto dall’articolo 152, ma non dalle altre regole applicabili |
La differenza tra centro abitato e strada extraurbana
Per un’automobile, il punto decisivo è il luogo in cui si sta circolando. Nei centri abitati l’articolo 152 non impone normalmente di viaggiare sempre con gli anabbaglianti durante il giorno. Fuori dai centri abitati, invece, l’obbligo scatta durante la marcia, indipendentemente dall’orario.
Le auto
Se esco dal centro abitato e percorro una provinciale alle 11 del mattino, accendo gli anabbaglianti oppure le luci di marcia diurna, se posso usarle in quella situazione. Lasciare le luci spente perché “è pieno giorno” resta una violazione.
Le due ruote
Per moto e ciclomotori la regola è più severa. Le luci devono essere utilizzate anche nei centri abitati, perché rendono il veicolo più facilmente riconoscibile nel traffico. Personalmente considero questa una delle abitudini più utili per la sicurezza, non un semplice adempimento formale.
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Quando prevalgono le condizioni di visibilità
Di notte, da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, oppure di giorno in galleria, con nebbia, neve, pioggia intensa o altra scarsa visibilità, entra in gioco anche l’articolo 153. In questi casi non basta la luce diurna: servono gli anabbaglianti e gli altri dispositivi previsti, comprese le luci della targa e d’ingombro quando prescritte.
Quando si possono usare le luci di marcia diurna
Le luci di marcia diurna, spesso indicate come DRL, sono progettate per rendere il veicolo visibile agli altri utenti durante il giorno. Possono sostituire i dispositivi richiesti dall’articolo 152 fuori dai casi indicati dall’articolo 153, comma 1, e soltanto se il veicolo ne è effettivamente dotato.
Il limite è importante. Le DRL illuminano soprattutto la parte anteriore e non sono una soluzione completa per la guida notturna o in condizioni meteo difficili. Su molti modelli, inoltre, con le luci diurne posteriori restano spente, rendendo l’auto meno visibile da dietro.
- Giorno sereno fuori dal centro abitato: le DRL possono essere sufficienti se il veicolo le prevede.
- Galleria o nebbia: occorre passare agli anabbaglianti.
- Tramonto e ore notturne: non bisogna affidarsi alle sole luci diurne.
- Veicolo privo di DRL: si usano i dispositivi tradizionali richiesti dalla norma.
Un errore frequente nasce dalla posizione del selettore automatico. La modalità “Auto” è comoda, ma non sempre reagisce immediatamente all’ingresso in una galleria o a un improvviso peggioramento della visibilità. Io controllo comunque il quadro strumenti e, quando le condizioni cambiano, seleziono manualmente gli anabbaglianti.
Quanto si rischia di pagare per la violazione
La sanzione amministrativa prevista va da 42 a 173 euro. L’importo concreto dipende dalla contestazione e dalle modalità di pagamento indicate nel verbale. Se trovi online la vecchia cifra da 41 a 169 euro, si tratta generalmente di un riferimento non aggiornato rispetto agli importi oggi riportati per la norma.
| Termine di pagamento | Importo di riferimento |
|---|---|
| Entro 5 giorni dalla contestazione o notifica | 29,40 euro, pari al minimo ridotto del 30% |
| Entro 60 giorni | 42 euro, cioè il minimo della sanzione |
| Oltre 60 giorni | Non si applica più il pagamento ordinario in misura ridotta |
La riduzione del 30% entro 5 giorni deriva dalle regole sul pagamento in misura ridotta previste dall’articolo 202 del Codice della strada, pubblicato dall’ACI. Il termine va calcolato dalla contestazione immediata oppure dalla notifica del verbale, quindi conviene leggere con attenzione la data indicata.
La violazione dell’articolo 152, considerata da sola, prevede una sanzione pecuniaria e non la decurtazione di punti dalla patente. Se però le luci sono mancanti, non omologate o non funzionanti, possono essere valutate anche altre violazioni relative alle caratteristiche e all’efficienza dei dispositivi.
Il controllo che faccio prima di partire
Prima di un viaggio extraurbano verifico sempre tre cose semplici. Controllo che gli anabbaglianti funzionino, che le luci posteriori si accendano e che la targa sia illuminata. Sono controlli rapidi, ma evitano sia una multa sia il rischio concreto di essere scambiati per un veicolo poco visibile.
- Individuo se il percorso esce dal centro abitato.
- Scelgo anabbaglianti o DRL in base alla luce e alle condizioni della strada.
- Passo agli anabbaglianti appena entro in galleria o peggiora la visibilità.
- Controllo che sul cruscotto non compaiano spie relative all’impianto luci.
Non considero una buona soluzione lasciare sempre il comando su una posizione casuale e affidarsi soltanto all’automatismo dell’auto. La tecnologia aiuta, ma il conducente resta responsabile della scelta corretta, soprattutto nei passaggi rapidi tra strade urbane, extraurbane e gallerie.
La regola semplice da ricordare quando cambia la strada
Il criterio più pratico è questo: auto fuori dal centro abitato, luci accese; moto e ciclomotori, luci accese anche in città; gallerie, notte e scarsa visibilità, anabbaglianti senza esitazioni. Le luci di marcia diurna sono utili, ma non sostituiscono gli anabbaglianti in ogni situazione.
Se il verbale riguarda soltanto l’omesso uso dei dispositivi, controlla subito il termine dei 5 giorni e l’importo indicato. Se invece contesta anche un guasto o un dispositivo non conforme, la valutazione può cambiare e conviene esaminare ogni voce separatamente.