Quando si arriva in Inghilterra dall’Italia, il primo incrocio può creare qualche secondo di esitazione. La domanda sul perché in Inghilterra si guida a destra nasce però da un equivoco linguistico: sulle strade inglesi si circola a sinistra, mentre il volante si trova generalmente a destra. Capire questa differenza aiuta a leggere correttamente rotonde, incroci e corsie senza commettere errori pericolosi.
La differenza essenziale tra traffico e posizione del volante
- Circolazione a sinistra significa che l’auto procede nella corsia sinistra della carreggiata.
- Volante a destra indica soltanto la posizione del posto di guida.
- La consuetudine britannica nasce da tradizioni legate alla circolazione a cavallo e si è consolidata nel tempo.
- In Inghilterra, nelle rotatorie si procede generalmente in senso orario.
- Per chi arriva dall’Italia, gli errori più comuni riguardano incroci, rotonde e sorpassi.

In Inghilterra si guida a sinistra, mentre il volante è a destra
La distinzione è semplice ma fondamentale. In Italia le automobili viaggiano sul lato destro della strada e hanno normalmente il volante a sinistra. In Inghilterra accade l’opposto: la circolazione si tiene sul lato sinistro e il posto del conducente si trova di solito a destra dell’abitacolo.
Per questo, dire che “si guida a destra” può creare confusione. Se si parla del volante, l’espressione è comprensibile; se si parla del lato della strada, invece, è sbagliata. Il GOV.UK, attraverso l’Highway Code applicato in Inghilterra, Scozia e Galles, indica infatti la guida sul lato sinistro della carreggiata.
Il volante a destra non è una conseguenza casuale. Permette al conducente di trovarsi più vicino al centro della strada e di controllare meglio la distanza dai veicoli che arrivano in senso opposto, mentre il passeggero siede normalmente sul lato del marciapiede.
Da dove nasce la tradizione britannica
Non esiste una sola data capace di spiegare l’origine della guida a sinistra. La spiegazione più diffusa parte dall’epoca in cui sulle strade circolavano soprattutto cavalieri, carri e pedoni. Poiché la maggioranza delle persone era destrimane, mantenere il lato sinistro lasciava la mano destra libera per salutare, maneggiare le redini o difendersi da un possibile aggressore.
Questa ricostruzione è plausibile, ma non va trasformata in una certezza assoluta. Le abitudini stradali si sono formate lentamente, in base alla larghezza delle vie, al tipo di veicoli utilizzati e alle regole locali. Io trovo più corretto parlare di una consuetudine consolidata nel tempo, non di una decisione presa in un unico momento storico.
Con l’aumento del traffico a Londra e sulle strade principali, la regola del mantenimento a sinistra è diventata sempre più importante anche dal punto di vista pratico. In seguito è stata formalizzata da norme britanniche, tra cui il Highways Act del 1773 per alcune situazioni di traffico e, più avanti, dalla legislazione stradale dell’Ottocento.
Perché gran parte dell’Europa guida a destra
La risposta si trova soprattutto nella storia dell’Europa continentale. In Francia si affermò la circolazione a destra, poi rafforzata durante l’epoca napoleonica. Con l’espansione politica e commerciale francese, questa impostazione si diffuse in molti territori del continente.
Anche i grandi carri utilizzati negli Stati Uniti contribuirono alla diffusione della guida a destra. Il conducente spesso sedeva sul lato sinistro del carro per controllare meglio il bordo della strada e la distanza dagli altri veicoli. Quando le automobili sostituirono carrozze e carri, molte nazioni conservarono la regola già conosciuta.
La Gran Bretagna, invece, mantenne il proprio sistema. La sua influenza imperiale contribuì poi a esportare la circolazione a sinistra in diversi Paesi, tra cui Australia, Nuova Zelanda, India e Sudafrica. Il Giappone rappresenta un caso distinto, perché ha sviluppato una tradizione di guida a sinistra senza essere una colonia britannica.
Cosa cambia davvero per chi guida dall’Italia
La difficoltà maggiore non è abituarsi al volante sul lato opposto, ma modificare automaticamente alcuni gesti. Dopo anni di guida a destra, il cervello tende a ricreare la traiettoria italiana soprattutto quando si svolta o si entra in una strada poco trafficata.
| Situazione | Italia | Inghilterra |
|---|---|---|
| Lato di marcia | Destra | Sinistra |
| Posizione abituale del volante | Sinistra | Destra |
| Senso di marcia nelle rotatorie | Antiorario | Orario |
| Lato abituale del sorpasso | Sinistra | Destra |
| Unità dei limiti di velocità | km/h | miglia orarie, mph |
Incroci e svolte
Quando si svolta a sinistra, in genere si rimane sul lato sinistro della nuova strada. La svolta a destra richiede invece maggiore attenzione perché attraversa la traiettoria del traffico che arriva in senso opposto. La mia regola pratica è rallentare prima della manovra e controllare entrambe le direzioni, senza fidarsi soltanto dell’abitudine.
Rotatorie
Nelle rotatorie inglesi si entra mantenendo la sinistra e il traffico scorre normalmente in senso orario. La precedenza è generalmente dei veicoli già presenti nella rotatoria che arrivano da destra, salvo diversa segnalazione. È il punto in cui molti automobilisti italiani sbagliano, perché cercano istintivamente il veicolo prioritario sulla sinistra.
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Sorpassi e autostrade
Su una strada a più corsie si mantiene normalmente la corsia sinistra e si sorpassa a destra. Anche sulle autostrade britanniche la corsia più a destra è quella utilizzata per il sorpasso, non quella più a sinistra. I limiti sono espressi in mph: 70 mph corrispondono a circa 113 km/h, mentre 60 mph equivalgono a circa 97 km/h.
Gli errori più comuni e come evitarli
Il rischio più concreto si presenta appena usciti da un parcheggio, da un distributore o da un’area di sosta. Non essendoci sempre un veicolo davanti da seguire, si può imboccare automaticamente la corsia sbagliata. Prima di ripartire conviene ripetersi mentalmente “sinistra, sinistra” e cercare la segnaletica orizzontale.
- Entrare nella corsia opposta dopo una svolta, soprattutto su strade strette.
- Guardare dalla parte sbagliata prima di attraversare o immettersi.
- Affrontare la rotatoria in senso antiorario, seguendo lo schema italiano.
- Confondere mph e km/h quando si leggono i limiti.
- Azionare tergicristalli e indicatori dal comando opposto sulle auto con guida a destra.
Per ridurre gli errori, nei primi chilometri sceglierei strade urbane semplici, evitando di iniziare da una grande rotatoria o da un’autostrada trafficata. Un navigatore aiuta, ma non sostituisce l’attenzione ai segnali: nelle campagne inglesi le strade possono essere strette, con siepi alte e visibilità ridotta.
Se si noleggia un’auto, è utile fare una breve prova in un parcheggio. Bastano pochi minuti per prendere confidenza con frizione, cambio, indicatori e posizione del veicolo. Chi guida un’auto manuale potrebbe impiegare più tempo ad abituarsi, perché la leva del cambio viene azionata con la mano sinistra.
La scelta britannica è ancora sensata oggi
Passare alla guida a destra non significherebbe soltanto cambiare il lato della strada. Bisognerebbe modificare incroci, rotatorie, segnaletica, infrastrutture, veicoli e abitudini di milioni di persone. I costi sarebbero enormi e, durante la transizione, aumenterebbe il rischio di errori.
Per questo il Regno Unito ha conservato il sistema ereditato dalla propria storia. Non è una soluzione necessariamente migliore o peggiore di quella italiana: è uno standard coerente, nel quale segnaletica, posizione del volante e regole di precedenza funzionano insieme.
La frase corretta da ricordare è quindi questa: in Inghilterra si circola a sinistra, ma si guida da un’auto con il volante a destra. Una volta separati questi due concetti, anche le rotatorie e gli incroci diventano molto più prevedibili.