Quando un oggetto supera la sagoma dell’auto, anche un breve tragitto può diventare rischioso se il carico non è fissato e segnalato correttamente. La sporgenza longitudinale riguarda proprio ciò che si estende in avanti o all’indietro rispetto al veicolo, con regole precise su lunghezza, tipo di oggetto, pannelli e responsabilità del conducente.
Le regole essenziali per viaggiare con un carico sporgente
- Nessuna sporgenza anteriore è normalmente consentita.
- Dietro il veicolo è ammesso solo un oggetto indivisibile.
- Il limite posteriore è pari al 30% della lunghezza del veicolo.
- Il carico deve essere segnalato con pannelli retroriflettenti omologati.
- La sanzione prevista dall’articolo 164 va da 87 a 344 euro.
Cosa significa davvero e perché conta durante la guida
Nel Codice della Strada italiano si parla di sporgenza longitudinale quando il carico oltrepassa la sagoma del veicolo seguendo il suo asse, quindi davanti o dietro. Non riguarda invece gli oggetti che si allargano ai lati, disciplinati da limiti diversi.
La regola non serve soltanto a evitare una multa. Un carico troppo arretrato può modificare la distribuzione dei pesi, alleggerire l’avantreno e rendere meno precisa la sterzata. Anche la stabilità in frenata può peggiorare, soprattutto con biciclette, tavole, tubi o pannelli pesanti.
Io controllo sempre tre aspetti prima ancora della lunghezza: il carico deve essere fermo, non deve coprire targa e luci e non deve limitare la visuale o i movimenti del conducente. Se uno di questi requisiti manca, rispettare il solo limite del 30% non basta.
Quanto può sporgere il carico dalla parte posteriore
L’articolo 164 consente la sporgenza posteriore soltanto quando l’oggetto è indivisibile, cioè non può essere separato in parti più piccole senza perderne la funzione o danneggiarlo. Un’asse lunga, una scala intera o una canoa sono esempi tipici. Scatole, sacchi e altri colli divisibili non possono essere sistemati semplicemente oltre il bordo posteriore.
| Situazione | Regola applicabile | Esempio pratico |
|---|---|---|
| Sporgenza anteriore | Normalmente vietata | Una tavola non può uscire dal cofano |
| Sporgenza posteriore | Ammessa solo per carichi indivisibili | Una scala intera fissata sul portapacchi |
| Limite massimo | 3/10 della lunghezza del veicolo | Su un’auto lunga 4,5 m, massimo 1,35 m |
| Lunghezza complessiva | Devono essere rispettati anche i limiti di sagoma | Il veicolo isolato non deve superare i 12 m |
Il calcolo è semplice. Per un veicolo lungo 6 metri, il 30% corrisponde a 1,8 metri. La misura va calcolata sulla lunghezza del veicolo, non sulla lunghezza dell’oggetto e nemmeno sulla distanza tra il portellone e l’estremità del carico.
Attenzione anche al limite generale di sagoma. Il 30% è il tetto previsto per la sporgenza posteriore, ma il carico deve rimanere compatibile con la lunghezza massima ammessa per quella categoria di veicolo. In caso di eccedenze maggiori si entra nel campo del trasporto in condizioni di eccezionalità, che richiede regole e autorizzazioni specifiche.
Come segnalare correttamente il carico

Ogni carico che supera la sagoma propria del veicolo deve essere segnalato con uno o due pannelli quadrangolari retroriflettenti. Il pannello deve essere collocato all’estremità della sporgenza e rimanere perpendicolare all’asse del veicolo, così da essere visibile agli altri utenti della strada.
Il modello comunemente utilizzato misura almeno 50 x 50 centimetri ed è formato da strisce diagonali bianche e rosse retroriflettenti. Un semplice pezzo di stoffa rossa, una bandiera improvvisata o un pannello non conforme non offrono la stessa segnalazione e non sostituiscono il dispositivo previsto.
Quando la sporgenza è limitata a un lato, il pannello deve rendere evidente proprio l’estremità del carico. Se l’oggetto occupa tutta la larghezza posteriore, la segnalazione può richiedere più pannelli secondo le modalità previste dal regolamento. Io eviterei sempre di coprire il segnale con cinghie, teli o parti del carico, perché deve restare visibile durante l’intero viaggio.
Il pannello non risolve gli altri problemi. Restano obbligatori il corretto fissaggio, la visibilità della targa e delle luci e il rispetto dei limiti di massa. Se il carico copre i dispositivi posteriori, può essere necessaria una struttura con luci duplicate e una targa ripetitrice conforme.
Come preparare l’auto prima di partire
La sistemazione del carico richiede qualche minuto, ma riduce molto il rischio di perdita dell’oggetto o di instabilità. Per un trasporto occasionale seguo questa sequenza:
- Misuro la lunghezza del veicolo e calcolo il 30% massimo ammesso.
- Verifico che l’oggetto sia davvero indivisibile e che non sporga dalla parte anteriore.
- Controllo il peso del carico, la portata del portapacchi e il carico massimo sul gancio, se presente.
- Fisso l’oggetto in almeno due punti con cinghie adatte, evitando corde elastiche non progettate per trattenere il peso.
- Controllo che portiere, portellone, targa e luci funzionino senza ostacoli.
- Installo il pannello retroriflettente e verifico che non possa ruotare o staccarsi.
- Dopo pochi chilometri mi fermo in sicurezza per controllare nuovamente la tensione delle cinghie.
Il punto più spesso trascurato è il fissaggio. Una tavola leggera può diventare pericolosa con il vento, mentre un oggetto pesante posizionato troppo indietro può superare la portata del supporto anche se la sua lunghezza è regolare. Dimensioni e peso vanno verificati insieme.
Con un carico lungo conviene inoltre guidare in modo più fluido. Evito sterzate brusche, aumento la distanza di sicurezza e presto attenzione alle raffiche laterali, ai dossi e alle rampe dei parcheggi. Il comportamento dell’auto può cambiare più di quanto faccia pensare la semplice misura della sporgenza.
Portabici e situazioni che generano più errori
Il portabici posteriore non va considerato automaticamente esente dalle regole. Se struttura o biciclette superano la sagoma, si applicano le disposizioni sulla segnalazione e sulla sicurezza del carico. Devono inoltre restare rispettati i limiti di larghezza, altezza, massa e carico verticale sul gancio.
Le strutture amovibili più recenti possono richiedere luci posteriori replicate e un alloggiamento per la targa. La disciplina tecnica dipende dal tipo di struttura, dal veicolo e dal modo in cui viene installata. Per questo, prima dell’acquisto, controllo sempre le istruzioni del costruttore e la compatibilità con il modello dell’auto.
Esiste una deroga specifica per alcuni autobus da noleggio, da turismo e di linea dotati di portabiciclette anteriore. In quel caso la struttura può sporgere anteriormente fino a 80 centimetri dalla sagoma del mezzo, rispettando le condizioni tecniche previste. Questa eccezione non si applica normalmente alle automobili private.
Gli errori più comuni sono quattro:
- considerare il 30% come una tolleranza per qualunque tipo di merce;
- usare un pannello piccolo, non retroriflettente o montato in posizione orizzontale;
- lasciare targa o fanali parzialmente coperti;
- confondere una struttura portabici omologata con un carico sistemato senza verifiche.
La violazione delle regole sull’allestimento del carico comporta una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro. Nei casi contestati, il veicolo può anche essere fermato fino alla corretta sistemazione del carico e possono essere ritirati temporaneamente i documenti previsti dalla norma.
La misura da sola non basta per viaggiare tranquilli
Per trasportare un oggetto sporgente in Italia bisogna verificare contemporaneamente tipo di carico, posizione, percentuale di sporgenza, peso, fissaggio e segnalazione. La regola più facile da ricordare è questa: niente sporgenza davanti, dietro solo oggetti indivisibili e mai oltre il 30% della lunghezza del veicolo.
Quando ho un dubbio concreto, preferisco ridurre le dimensioni del carico, usare un rimorchio adatto o chiedere una verifica alla Motorizzazione. Un viaggio organizzato correttamente costa spesso meno di una multa, di un danno al veicolo o delle conseguenze di un oggetto perso sulla strada.