La possibile abolizione del superbollo continua a interessare chi possiede o sta valutando un’auto potente, ma nel 2026 la sovrattassa non è stata eliminata a livello nazionale. Qui chiarisco cosa prevede oggi la normativa, quanto si paga, quali riduzioni spettano con l’età del veicolo e come evitare gli errori più comuni nel versamento.
Nel 2026 il superbollo resta dovuto sulle auto oltre 185 kW
- Nessuna abolizione nazionale è entrata in vigore nel 2026.
- La soglia resta fissata a 185 kW, equivalenti a circa 252 CV.
- L’importo ordinario è di 20 euro per ogni kW eccedente.
- Dopo 5, 10 e 15 anni scattano riduzioni al 60%, 30% e 15%.
- Dopo 20 anni dalla costruzione il superbollo non è più dovuto.
Il superbollo sarà abolito nel 2026?
La risposta pratica è no. Non risulta entrata in vigore una norma nazionale che abbia cancellato l’addizionale erariale sulle auto più potenti. Anche le modifiche fiscali approvate nel 2026 non hanno eliminato il tributo, quindi chi possiede una vettura sopra la soglia prevista deve continuare a calcolarlo e pagarlo.
Negli anni l’abolizione è stata più volte annunciata o discussa come possibile intervento per rilanciare il mercato delle auto sportive e di lusso. Un conto, però, sono le dichiarazioni politiche o i disegni di legge, un altro è una disposizione pubblicata ed entrata in vigore. Finché non cambia la legge, il pagamento resta obbligatorio.
Il tema ha anche una ragione economica. La tassa può rendere poco conveniente acquistare in Italia un’auto con motore potente, influenzando immatricolazioni, quotazioni dell’usato e attività di manutenzione. Al tempo stesso, la sua cancellazione comporterebbe una perdita di gettito per lo Stato. Per questo si parla spesso di possibili riforme, come l’aumento della soglia o una rimodulazione progressiva, ma non bisogna confondere queste ipotesi con una cancellazione già operativa.
Come funziona oggi il calcolo
Il superbollo si applica alle autovetture e agli autoveicoli per il trasporto promiscuo con potenza superiore a 185 kW. Il calcolo riguarda soltanto i kilowatt che superano questa soglia, non l’intera potenza indicata sulla carta di circolazione.
La formula di base è semplice:
(kW del veicolo - 185) × 20 euro
Per esempio, un’auto da 200 kW paga 15 kW eccedenti. L’importo annuale è quindi di 300 euro. Per una vettura da 250 kW, invece, l’eccedenza è di 65 kW e il superbollo ordinario arriva a 1.300 euro.
| Potenza dell’auto | kW oltre 185 | Importo ordinario annuo |
|---|---|---|
| 190 kW | 5 kW | 100 euro |
| 200 kW | 15 kW | 300 euro |
| 220 kW | 35 kW | 700 euro |
| 250 kW | 65 kW | 1.300 euro |
| 300 kW | 115 kW | 2.300 euro |
Per il calcolo bisogna usare il dato di potenza riportato alla voce P.2 della carta di circolazione. ACI indica di considerare i kilowatt senza decimali e senza arrotondamenti. Questo dettaglio è piccolo, ma può cambiare leggermente il risultato finale.
Il superbollo è un tributo distinto dal bollo auto regionale. Di conseguenza, un eventuale cambiamento delle tariffe regionali o un’esenzione dal bollo ordinario non significa automaticamente che ogni proprietario di un’auto potente sia libero da qualsiasi pagamento.
Le riduzioni legate all’età dell’auto
L’importo pieno vale per i veicoli più recenti. La legge prevede riduzioni progressive calcolate dalla data di costruzione, non semplicemente dall’anno in cui il proprietario ha acquistato l’auto.
| Anzianità del veicolo | Percentuale da pagare | Costo per kW eccedente |
|---|---|---|
| Fino a 5 anni | 100% | 20 euro |
| Oltre 5 anni | 60% | 12 euro |
| Oltre 10 anni | 30% | 6 euro |
| Oltre 15 anni | 15% | 3 euro |
| Oltre 20 anni | 0% | Non dovuto |
I periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione. Un’auto costruita nel 2016, per esempio, accede alla riduzione del 60% dal 2022, a quella del 30% dal 2027 e a quella del 15% dal 2032. L’esenzione completa decorre dal 2037.
Riprendendo l’esempio dell’auto da 250 kW, il proprietario pagherebbe 1.300 euro all’anno da nuova, 780 euro dopo il quinto anno, 390 euro dopo il decimo e 195 euro dopo il quindicesimo. È una differenza concreta, soprattutto per le vetture che superano abbondantemente i 185 kW.
Qui nasce spesso un equivoco. L’età utile è quella del veicolo, non quella del passaggio di proprietà e nemmeno quella del modello presentato sul mercato. In caso di importazione, bisogna verificare la documentazione disponibile e la data più vecchia riconosciuta ai fini fiscali.
Quando e come si paga
Il versamento si effettua con il modello F24 Versamenti con elementi identificativi, utilizzando il codice tributo 3364. Il superbollo segue la scadenza collegata al bollo ordinario, ma il calendario può dipendere dalla Regione di residenza e dal periodo tributario del veicolo.
In genere il pagamento viene effettuato nello stesso periodo del bollo auto. Io consiglio di controllare prima la scadenza sul portale ACI o sul servizio tributario regionale, inserendo targa e dati dell’auto. Un controllo preventivo evita di affidarsi a vecchie ricevute o a scadenze ricordate a memoria.
Sono tenuti al pagamento, quando ricorrono i requisiti di potenza, il proprietario, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio e l’utilizzatore di un veicolo in leasing. In determinate situazioni l’obbligo riguarda anche il noleggio a lungo termine senza conducente.
Un errore frequente consiste nel versare soltanto il bollo regionale. I due importi sono collegati, ma non coincidono e non si pagano necessariamente con lo stesso strumento. Prima di chiudere la pratica bisogna quindi verificare che l’F24 relativo all’addizionale sia stato compilato e conservato insieme alla ricevuta del bollo.
Cosa cambia per auto storiche, ibride ed elettriche
Le agevolazioni per i veicoli storici richiedono attenzione perché bollo e superbollo hanno regole diverse. Il superbollo nazionale si azzera comunque dopo 20 anni dalla costruzione, mentre per il bollo ordinario le riduzioni o esenzioni possono dipendere dall’età, dal Certificato di Rilevanza Storica e dalle disposizioni regionali.
Un’auto tra 20 e 29 anni può quindi avere una riduzione sul bollo regionale, ma il beneficio non va dato per scontato senza controllare la situazione specifica. Dopo i 30 anni, la disciplina nazionale prevede in generale l’esenzione dal bollo per i veicoli storici, salvo regole e tributi regionali collegati alla circolazione.
Per le vetture ibride ed elettriche il punto decisivo resta la potenza fiscalmente rilevante e il modo in cui il veicolo è classificato nei documenti. Le esenzioni regionali previste per alcune alimentazioni possono riguardare il bollo ordinario e avere durata diversa da Regione a Regione. Prima di considerare un’auto elettrificata automaticamente esente, conviene verificare carta di circolazione, Regione e calcolatore ufficiale.
Questo è uno dei casi in cui le informazioni generiche sui social possono diventare fuorvianti. Una vettura può beneficiare di una riduzione locale sul bollo e restare soggetta a un’addizionale calcolata secondo regole nazionali, oppure può rientrare in una specifica esenzione. La risposta dipende dai dati del singolo veicolo.
Come orientarsi finché la legge non cambia
Per chi sta acquistando un’auto potente, il superbollo va inserito nel costo annuo insieme a assicurazione, manutenzione, pneumatici e consumi. Il mio metodo è calcolare subito tre scenari: importo da nuova, importo dopo cinque anni e costo dell’esemplare usato in base alla sua reale data di costruzione.
- Controllare la potenza in kW alla voce P.2.
- Calcolare soltanto i kW oltre la soglia di 185.
- Verificare l’età del veicolo dalla data di costruzione.
- Separare il superbollo dal bollo auto regionale.
- Controllare la scadenza effettiva prima del pagamento.
- Conservare ricevuta dell’F24 e prova del bollo ordinario.
Se un annuncio pubblicizza una vettura “senza superbollo”, la frase può indicare soltanto che l’auto ha meno di 185 kW oppure che ha già superato i vent’anni utili. Non significa che l’abolizione sia stata approvata per tutti. Per questo chiederei sempre al venditore la potenza in kW, l’anno di costruzione e una verifica aggiornata del tributo.
La scelta più prudente per chi compra un’auto potente
Nel 2026 la situazione è chiara: il superbollo è ancora in vigore e non esiste una cancellazione generale sulla quale fare affidamento. Le proposte di riforma possono riaprire il dibattito, ma non modificano l’importo dovuto fino all’entrata in vigore di una nuova norma.
Prima di comprare o vendere una vettura ad alte prestazioni, conviene fare un controllo completo su potenza, anzianità, Regione di residenza e scadenza. Sono pochi dati, ma permettono di trasformare una voce fiscale spesso confusa in un costo preciso e facilmente confrontabile.