Quando un’auto diventa storica? Età, CRS e bollo

30 giugno 2026

Una fila di auto d'epoca rosse scintillanti, un vero spettacolo per gli occhi. Dopo quanti anni un'auto diventa d'epoca?

Indice

Un’auto non diventa automaticamente d’epoca solo perché ha molti anni. In Italia bisogna distinguere tra età del veicolo, riconoscimento storico, iscrizione a un registro e regole regionali sul bollo: chiarisco qui quali soglie contano davvero e quali pratiche servono per ottenere le agevolazioni.

La soglia utile dipende da età, certificazione e regione di residenza

  • 20 anni non bastano da soli per ottenere uno sconto sul bollo.
  • Tra 20 e 29 anni è possibile pagare il 50% della tassa con CRS e annotazione sulla carta di circolazione.
  • Dopo i 30 anni scatta l’esenzione dalla tassa automobilistica ordinaria secondo le regole applicabili.
  • Se il veicolo ultratrentennale circola, può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria.
  • “Auto d’epoca” e “auto storica” sono categorie diverse, con obblighi e possibilità di circolazione differenti.

Domanda per rilascio certificato storico auto d'epoca. Dopo quanti anni un veicolo diventa storico?

Dopo quanti anni un’auto può essere considerata storica

La risposta breve è questa: un veicolo può entrare nel percorso di riconoscimento storico dopo 20 anni, ma l’età da sola non gli attribuisce automaticamente lo status di auto storica. Servono caratteristiche di interesse collezionistico, condizioni coerenti con l’originale e, per le agevolazioni fiscali nazionali, una certificazione riconosciuta.

Nel 2026, un’auto immatricolata nel 2006 ha quindi raggiunto la soglia dei 20 anni, ma continua normalmente a pagare il bollo finché il proprietario non completa la procedura prevista. Io considero questo il primo punto da chiarire quando si valuta un’auto usata datata: vecchia non significa automaticamente storica.

Età del veicolo Situazione principale Cosa serve per il bollo
Meno di 20 anni Veicolo ordinario Bollo ordinario, salvo altre agevolazioni
Da 20 a 29 anni Possibile interesse storico e collezionistico CRS, iscrizione a un registro riconosciuto e annotazione sulla carta di circolazione per la riduzione nazionale
Oltre 30 anni Veicolo ultratrentennale Esenzione dal bollo ordinario, con eventuale tassa di circolazione se utilizzato su strada

Per calcolare l’età bisogna controllare la documentazione del veicolo e la data di costruzione o di prima immatricolazione, soprattutto quando l’auto è stata importata. Un’auto del 2001, per esempio, nel 2026 rientra nella fascia tra 20 e 29 anni; una del 1995 è invece già ultratrentennale.

Auto d’epoca e auto storica non sono la stessa cosa

Nel linguaggio comune i due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma dal punto di vista amministrativo la distinzione è importante. Un’auto storica o di interesse storico e collezionistico può essere regolarmente iscritta al PRA e circolare, se rispetta i requisiti tecnici e documentali previsti.

Un’auto d’epoca, invece, è una categoria più particolare. In genere si tratta di un veicolo cancellato dal PRA perché non destinato alla normale circolazione e conservato per esposizioni, musei, manifestazioni o eventi autorizzati. Non basta quindi avere una berlina degli anni Ottanta chiusa in garage per poterla definire legalmente d’epoca.

Questa differenza produce conseguenze concrete. Un veicolo storico può essere utilizzato su strada come automobile normale, mentre un veicolo d’epoca può avere una circolazione limitata e richiedere autorizzazioni specifiche. Prima di acquistare un mezzo descritto nell’annuncio come “d’epoca”, controllerei sempre stato giuridico, iscrizione al PRA, carta di circolazione e possibilità effettiva di circolare.

Cosa succede al bollo tra 20 e 29 anni

La fascia più delicata è quella delle auto tra 20 e 29 anni. La normativa nazionale prevede una riduzione del 50% del bollo, ma solo se il veicolo possiede il Certificato di Rilevanza Storica, chiamato comunemente CRS, rilasciato da un registro riconosciuto.

Il CRS non coincide con la semplice tessera di un club automobilistico. Il veicolo deve superare una verifica e dimostrare di avere caratteristiche storiche e condizioni compatibili con il modello originale. Modifiche importanti a motore, carrozzeria, cerchi o interni possono rendere più difficile il riconoscimento.

Per usufruire della riduzione nazionale, il CRS deve inoltre risultare annotato sulla carta di circolazione. Se il certificato è stato ottenuto ma il documento non è stato aggiornato, il beneficio può non essere applicato correttamente. È uno degli errori più frequenti nelle pratiche per le auto ultraventennali.

Esistono anche regole regionali più favorevoli. In alcune aree, tra cui Lombardia, Valle d’Aosta, Calabria e Provincia autonoma di Trento, possono essere previste procedure specifiche col Registro ACI Storico e condizioni diverse dall’iter nazionale. Per questo il calcolo finale va sempre verificato in base alla Regione di residenza del proprietario, non alla regione in cui è stata acquistata l’auto.

Leggi anche: Targhe auto e moto, regole, sanzioni e pratiche da sapere

Un esempio concreto

Prendiamo una Fiat immatricolata nel 2001. Nel 2026 ha 25 anni, ma non è automaticamente esente dal bollo. Se il modello è ammesso, l’auto supera la verifica, ottiene il CRS e il certificato viene annotato sulla carta di circolazione, il proprietario può chiedere la riduzione del 50% prevista dalla disciplina nazionale.

Senza questi passaggi, il bollo resta normalmente dovuto per intero, anche se l’auto ha un design raro o appartiene a una serie molto apprezzata dagli appassionati.

Cosa cambia dopo i 30 anni

Per i veicoli ultratrentennali la regola è più semplice: l’esenzione dalla tassa automobilistica ordinaria è generalmente automatica e non dipende dal possesso del CRS. Non è quindi necessario iscrivere l’auto a un registro storico soltanto per ottenere l’esenzione nazionale collegata all’età.

Il passaggio non significa però che l’auto possa circolare gratuitamente in ogni situazione. Quando il veicolo viene utilizzato su strade o aree pubbliche, può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria, il cui importo cambia in base alla Regione. In Lombardia, per esempio, il tariffario 2026 indica 30 euro per le autovetture ultratrentennali, ma non è una cifra valida automaticamente in tutta Italia.

La differenza tra bollo e tassa di circolazione è sostanziale. Il bollo è una tassa di possesso, mentre la tassa forfettaria è collegata all’effettivo utilizzo del veicolo su strada. Se l’auto resta ferma in un’area privata, la situazione può essere diversa; se invece si partecipa a un raduno, bisogna verificare prima gli obblighi regionali e conservare la ricevuta del pagamento quando richiesta.

Per un’auto immatricolata nel 1996, che nel 2026 raggiunge i 30 anni, suggerisco di non interrompere il pagamento ordinario senza aver controllato la decorrenza esatta dell’agevolazione nel portale della propria Regione. Le regole operative possono richiedere un’interpretazione legata all’anno di costruzione, all’immatricolazione e alla normativa locale.

Come ottenere il riconoscimento storico

La procedura varia leggermente in base al registro scelto, ma il percorso normalmente segue alcuni passaggi precisi. I registri riconosciuti includono ASI, Storico Lancia, Registro Italiano FIAT, Registro Italiano Alfa Romeo e, per i veicoli di competenza, Registro Storico FMI.

  1. Verificare che il modello e l’anno di produzione rientrino nei requisiti del registro.
  2. Raccogliere carta di circolazione, documento d’identità, fotografie e dati tecnici del veicolo.
  3. Presentare la domanda tramite il registro, un club affiliato o una struttura autorizzata.
  4. Sottoporre l’auto alla verifica tecnica richiesta.
  5. Ottenere il CRS se il veicolo rispetta i requisiti.
  6. Richiedere l’annotazione del certificato sulla carta di circolazione, quando prevista.
  7. Controllare il nuovo importo del bollo nel sistema regionale.

Non esiste un costo nazionale unico per il CRS. La spesa dipende dal registro, dal club, dalla verifica tecnica e dagli eventuali diritti amministrativi. Diffiderei da chi promette l’esenzione con una semplice iscrizione associativa e senza esaminare l’auto: il riconoscimento riguarda il veicolo, non soltanto il suo proprietario.

Anche dopo il riconoscimento restano obblighi ordinari. La revisione, di regola, continua a essere biennale, mentre l’assicurazione RCA non diventa automaticamente gratuita o scontata. Le polizze per veicoli storici possono avere condizioni vantaggiose, ma spesso impongono limiti di utilizzo, conducenti autorizzati o partecipazione a eventi.

Gli errori da evitare prima di comprare un’auto storica

Il primo errore è confondere l’età con il valore storico. Un modello comune e molto modificato può avere più di 20 anni senza ottenere il CRS, mentre un esemplare ben conservato, originale e documentato può avere maggiori possibilità di riconoscimento.

Il secondo è calcolare il risparmio sul bollo prima di conoscere la Regione di residenza. Una riduzione del 50% o un’esenzione regionale non si trasferiscono automaticamente da una Regione all’altra. Nel passaggio di proprietà bisogna inoltre verificare che l’agevolazione resti correttamente associata al veicolo. Il terzo errore riguarda le auto importate. La data di prima immatricolazione italiana può non coincidere con quella di costruzione o con la prima immatricolazione estera. In questi casi controllerei i documenti originali e chiederei un parere a uno Sportello Telematico dell’Automobilista prima di concludere l’acquisto.
  • Controlla che il veicolo sia iscritto al PRA.
  • Verifica se il CRS esiste davvero e a quale numero di telaio è associato.
  • Controlla che il certificato sia annotato sulla carta di circolazione quando richiesto.
  • Chiedi l’ultimo pagamento del bollo e verifica eventuali arretrati.
  • Confronta la configurazione dell’auto con quella originale del modello.
  • Leggi attentamente i limiti della polizza storica prima di usarla ogni giorno.

La scelta giusta dipende dall’uso che vuoi farne

Se vuoi un’auto da usare occasionalmente e conservare nel tempo, il riconoscimento storico può avere senso, soprattutto quando il veicolo è originale e ben documentato. Se cerchi invece una vettura economica per gli spostamenti quotidiani, il solo vantaggio fiscale potrebbe non compensare manutenzione, consumi, sicurezza e disponibilità dei ricambi.

La risposta più corretta alla domanda sull’età è quindi articolata: 20 anni aprono la possibilità del riconoscimento storico, 30 anni portano alla fascia fiscale più favorevole, ma nessuna delle due soglie sostituisce il controllo dei documenti e delle regole regionali.

Prima di pagare, farei sempre una verifica combinata di targa, PRA, CRS, bollo e revisione. È una piccola spesa di tempo che evita di comprare un’auto apparentemente d’epoca, ma ancora soggetta al bollo pieno o con limitazioni di circolazione che l’annuncio non aveva spiegato.
Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

No. Per ottenere la riduzione nazionale del 50% servono il Certificato di Rilevanza Storica (CRS), l’iscrizione a un registro riconosciuto e l’annotazione del certificato sulla carta di circolazione. Le regole possono inoltre variare in base alla Regione di residenza.

Un’auto storica o di interesse storico e collezionistico può essere iscritta al PRA e circolare se rispetta i requisiti previsti. Un’auto d’epoca, invece, è generalmente cancellata dal PRA e destinata a esposizioni, musei, manifestazioni o eventi autorizzati, con possibilità di circolazione più limitate.

Per un veicolo ultratrentennale l’esenzione dal bollo ordinario è generalmente automatica e non richiede il CRS. Se l’auto circola su strade o aree pubbliche, può però essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria, il cui importo dipende dalla Regione.

Di norma servono carta di circolazione, documento d’identità, fotografie e dati tecnici del veicolo. La domanda si presenta tramite un registro riconosciuto, un club affiliato o una struttura autorizzata e prevede una verifica tecnica; tra i registri indicati ci sono ASI, Storico Lancia, Registro Italiano FIAT, Registro Italiano Alfa Romeo e Registro Storico FMI.

Valuta l'articolo

Valutazione: 5.00 Numero di voti: 1

Tag:

auto storiche auto d’epoca pra crs tassa di circolazione

Condividi post

Fiorenzo Martino

Fiorenzo Martino

Mi chiamo Fiorenzo Martino e da quindici anni mi dedico con passione al mondo dei motori, della guida sicura e della manutenzione. La mia curiosità per le automobili è nata fin da bambino, osservando mio padre prendersi cura della nostra vecchia Fiat, e da allora non mi sono più fermato. Quello che mi spinge a scrivere per ruotestoreitaly.it è la voglia di condividere conoscenze pratiche e approfondite, aiutando chiunque voglia comprendere meglio il funzionamento del proprio veicolo, imparare a guidare in modo più consapevole e sicuro, e capire l'importanza di una corretta manutenzione per prolungare la vita della propria auto. Cerco sempre di verificare le informazioni, confrontare diverse fonti e spiegare concetti anche complessi in modo chiaro e accessibile, perché credo che l'informazione di qualità debba essere utile e comprensibile per tutti.

Scrivi un commento