Quando un familiare muore lasciando un’auto intestata a sé, l’assenza di testamento non elimina la pratica né la spesa. Il costo dipende soprattutto dalla potenza del veicolo, dalla provincia, dal numero degli eredi e dalla scelta tra intestazione, vendita o demolizione. Io separo sempre gli importi del PRA dalle eventuali imposte di successione, perché sono due procedimenti diversi.
Il costo dipende soprattutto da provincia, potenza e numero di passaggi
- 27,00 euro di emolumenti ACI.
- 10,20 euro di diritti della Motorizzazione, oltre ai costi di riscossione.
- IPT variabile in base a kW, tipo di veicolo e provincia.
- Senza testamento si applica la successione legittima, con dichiarazione sostitutiva dello status di erede.
- Se l’auto viene venduta subito, possono servire due formalità e quindi due serie di costi.

Quanto costa davvero la successione dell’auto
Per la sola trascrizione dell’accettazione dell’eredità al PRA, gli importi fissi principali sono 27,00 euro di emolumenti ACI e 10,20 euro di diritti Motorizzazione. A questi si aggiungono l’imposta di bollo sull’atto e sulla modulistica, i costi di pagamento e l’IPT, cioè l’Imposta Provinciale di Trascrizione.
| Voce | Importo | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Emolumenti ACI | 27,00 euro | Importo fisso |
| Diritti Motorizzazione | 10,20 euro | Importo fisso, più eventuale costo di riscossione |
| Imposta di bollo | Variabile | Atto e modulistica utilizzata |
| IPT | Variabile | Provincia, potenza in kW, categoria del veicolo e agevolazioni |
| Agenzia pratiche auto | Compenso libero | Servizio scelto e numero di formalità |
Per un’autovettura fino a 53 kW, l’IPT parte dalla tariffa base di 150,81 euro, normalmente soggetta alla maggiorazione provinciale. Oltre 53 kW, il calcolo ordinario usa una tariffa di circa 3,51 euro per kW, anch’essa modificabile dalla provincia fino ai limiti previsti.
Facciamo un esempio concreto. Per un’auto da 70 kW in una provincia con maggiorazione del 30%, l’IPT ordinaria è di circa 319 euro. Sommando i 37,20 euro di emolumenti e diritti, l’importo pubblico supera quindi 356 euro, a cui aggiungere bollo, riscossione ed eventuale agenzia.
Questo è il costo di una sola formalità. Se gli eredi accettano l’eredità e trasferiscono contestualmente il veicolo a uno di loro oppure a un acquirente esterno, l’ACI prevede normalmente due passaggi. In quel caso IPT, bolli e costi fissi possono essere applicati su entrambe le pratiche. È il dettaglio che più spesso fa sembrare il preventivo sproporzionato.
Cosa cambia quando non c’è un testamento
In assenza di testamento si applica la successione legittima. Gli eredi vengono individuati dalla legge, in base al rapporto con il defunto. In linea generale possono essere il coniuge o il partner di unione civile, i figli, e in mancanza di questi anche genitori, fratelli o altri parenti secondo le regole previste.
Il convivente di fatto, invece, non diventa automaticamente erede solo perché viveva con il defunto. Questa differenza è importante anche per l’auto, perché al PRA devono comparire i soggetti che hanno effettivamente acquisito la qualità di eredi.
Con un solo erede la procedura è più semplice. Con più eredi, il veicolo entra nella comunione ereditaria e, in teoria, deve essere intestato a tutti. Se uno solo vuole utilizzare l’auto, non basta una decisione informale tra fratelli o familiari. Occorre regolarizzare l’intestazione oppure completare un ulteriore trasferimento.
La dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate non coincide con il passaggio al PRA. La prima serve a regolare il trasferimento fiscale dell’intero patrimonio; la seconda aggiorna la proprietà del veicolo. Anche quando non è dovuta un’imposta di successione, la pratica automobilistica può comunque essere necessaria.
Leggi anche: Superbollo abolito? Regole, calcolo e riduzioni per l’auto
Quando si paga anche l’imposta di successione
L’eventuale imposta non si calcola soltanto sul valore dell’auto, ma sul patrimonio netto ereditato. Per coniuge e parenti in linea retta l’aliquota ordinaria è del 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro per ciascun erede. Per fratelli e sorelle si applica il 6% oltre la franchigia di 100.000 euro, mentre per altri beneficiari possono valere aliquote del 6% o dell’8% senza la stessa franchigia.
Per una normale utilitaria o una berlina usata, quindi, il problema economico principale è spesso il PRA, non l’imposta di successione. Se però nell’eredità ci sono immobili, conti, investimenti o altri beni di valore, è prudente far calcolare l’intero asse ereditario da un commercialista o da un notaio.
Come completare la pratica al PRA senza perdere tempo
Io partirei sempre dalla verifica dei documenti e della situazione degli eredi. Presentarsi allo sportello con la sola carta di circolazione raramente basta, soprattutto quando ci sono più persone coinvolte.
- Verificare chi sono gli eredi secondo la successione legittima.
- Decidere se tutti vogliono intestarsi l’auto oppure se il veicolo sarà trasferito a un solo erede o a un acquirente.
- Preparare documento d’identità e codice fiscale di ogni erede.
- Raccogliere il Documento Unico, oppure carta di circolazione e certificato di proprietà nei casi più vecchi.
- Presentare la dichiarazione sostitutiva che attesta lo status di erede.
- Firmare l’atto di accettazione dell’eredità presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista, un ufficio PRA o un’agenzia.
- Pagare IPT, emolumenti, diritti, bolli e costi di riscossione.
In caso di più eredi, tutti devono partecipare oppure conferire una procura o delega valida a chi presenta la pratica. Se manca la firma di uno degli aventi diritto, la formalità può bloccarsi.
Il termine da non confondere è quello dei 60 giorni dall’autentica della firma sull’atto di accettazione. Trascorso questo periodo, la trascrizione può comportare sanzioni e interessi sulla sola IPT. Non sono invece 60 giorni dalla data del decesso. La dichiarazione di successione fiscale segue normalmente il termine di 12 mesi dall’apertura della successione.
Se si va direttamente al PRA si può risparmiare il compenso dell’agenzia, ma bisogna compilare correttamente i moduli e coordinare tutti gli eredi. A mio avviso, il fai da te conviene quando la situazione è lineare e c’è un solo erede. Con più intestatari o una vendita immediata, un preventivo scritto dell’agenzia può evitare errori costosi.
Bollo auto, assicurazione e debiti da controllare
Il passaggio ereditario non cancella il bollo auto e non ne sostituisce il pagamento. La tassa automobilistica è regionale, quindi importi, scadenze, ravvedimenti ed eventuali esenzioni vanno verificati nella regione competente.
Prima di spendere denaro per l’intestazione, controllerei se risultano annualità non pagate. Gli arretrati collegati al veicolo possono diventare rilevanti nella valutazione dell’eredità, soprattutto se l’auto è vecchia e ferma da diversi anni.
Il nuovo proprietario deve anche occuparsi dell’assicurazione RC Auto. Non è prudente circolare usando la polizza del defunto senza aver informato la compagnia. Prima di muovere il veicolo bisogna verificare la validità della copertura e comunicare il cambio di intestazione.
Se l’auto non vale abbastanza da giustificare la pratica, si può valutare la demolizione. Anche in questo caso, però, il demolitore potrebbe chiedere che la posizione del veicolo sia regolare o che chi consegna dimostri formalmente di essere erede. Lasciare semplicemente l’auto ferma non risolve la questione amministrativa.
Quando conviene intestare l’auto e quando venderla
La scelta più economica dipende dall’uso reale del veicolo. Se un erede vuole conservarlo per anni, può avere senso completare l’accettazione e intestarlo correttamente. Se invece l’auto deve essere venduta, bisogna considerare che il trasferimento a un solo erede può creare una seconda formalità.
| Situazione | Soluzione pratica | Attenzione ai costi |
|---|---|---|
| Unico erede che userà l’auto | Accettazione e intestazione all’erede | Una formalità principale, oltre a bolli e IPT |
| Più eredi che conservano il veicolo | Intestazione a tutti gli eredi | Servono firme o procure di tutti |
| Un erede vuole tenere l’auto | Accettazione e successivo trasferimento a quell’erede | Possibili due formalità e doppia IPT |
| Vendita a un soggetto esterno | Accettazione dell’eredità e vendita contestuale | Il costo può aumentare per il doppio passaggio |
| Auto priva di valore o non funzionante | Valutare demolizione o radiazione | Prima verificare documenti, eredi e posizione fiscale |
Un esempio aiuta a capire la differenza. Se tre fratelli ereditano un’auto e uno solo vuole tenerla, l’intestazione diretta a lui non va data per scontata come una semplice voltura gratuita. In molti casi si registra prima l’accettazione a favore degli eredi e poi il trasferimento al fratello interessato.
Se invece tutti accettano di venderla, è possibile organizzare l’accettazione e la vendita contestuale. Prima di firmare chiederei all’agenzia o al PRA il totale delle due formalità, non soltanto il prezzo della prima parte.
La verifica finale che evita spese inutili
Prima di procedere, confronta targa, potenza in kW, provincia di residenza dell’erede e numero effettivo dei trasferimenti. Sono questi quattro dati a determinare gran parte del preventivo.
Per una pratica semplice, il minimo pubblico parte dai 37,20 euro di emolumenti e diritti, ma l’IPT può portare rapidamente il totale a diverse centinaia di euro. Se l’auto deve essere venduta o passare a un solo coerede, chiedi un preventivo separato per ogni formalità.
La regola pratica che seguirei è semplice: prima si chiarisce chi accetta l’eredità, poi si controllano bollo e documenti, infine si decide se intestare, vendere o demolire. Questo ordine riduce il rischio di pagare una pratica per un’auto che nessuno vuole davvero conservare.