Quando si avvicina la scadenza delle bombole, la domanda è semplice ma la risposta dipende dal tipo di serbatoio installato. In questo articolo chiarisco ogni quanto fare la riqualificazione, come leggere la data, quali pratiche seguire, quanto può costare e cosa cambia rispetto alla revisione ordinaria dell’auto.
La regola pratica per non sbagliare scadenza
- 4 anni per la maggior parte delle bombole omologate R110.
- 5 anni per le bombole con omologazione nazionale DGM/DGMC.
- La scadenza si verifica sul cartellino o sulla targhetta della bombola.
- La revisione delle bombole è diversa dalla revisione biennale dell’auto.
- Una bombola R110 non può restare in servizio oltre 20 anni, salvo una durata inferiore stabilita dal costruttore.

Ogni quanto vanno revisionate le bombole del metano
La risposta più frequente è ogni quattro anni. Questo intervallo riguarda le bombole costruite secondo il regolamento internazionale UNECE R110, oggi molto diffuse sulle auto a metano vendute o trasformate in Italia.
Esiste però un’eccezione importante. Le bombole approvate secondo la normativa nazionale DGM o DGMC devono essere controllate ogni cinque anni, calcolati dalla data dell’ultima riqualificazione indicata sul cartellino. Sono presenti soprattutto su impianti aftermarket più datati, quindi non conviene indovinare la scadenza basandosi soltanto sull’anno dell’auto.
| Tipo di bombola | Intervallo ordinario | Da quale data si calcola |
|---|---|---|
| DGM o DGMC | 5 anni | Dall’ultima revisione o dal collaudo indicato |
| R110 CNG1, CNG2 e CNG3 | 4 anni | Dall’immatricolazione o dall’ultima verifica |
| R110 CNG4 su veicoli M1 e N1 | 4 anni, salvo diversa indicazione del costruttore | Dall’immatricolazione o dall’ultima riqualificazione |
Per le bombole R110 la vita utile massima è normalmente di 20 anni, oppure inferiore se il produttore ha fissato un limite più breve. La revisione periodica non allunga automaticamente questa durata: serve a verificare che il serbatoio sia ancora sicuro entro il limite previsto.
Come capire quale bombola è montata sulla tua auto
Il primo controllo va fatto sulla targhetta applicata alla bombola oppure sul cartellino rilasciato dall’officina. La sigla R110 identifica l’omologazione internazionale, mentre la classificazione CNG indica il tipo costruttivo: CNG1 è interamente in acciaio, CNG2 e CNG3 combinano metallo e materiali compositi, CNG4 è realizzata completamente in materiale composito.
Se il cartellino manca o è illeggibile, non è prudente ricostruire la data a memoria. Un’officina specializzata può leggere i dati punzonati sull’ogiva, cioè la parte superiore della bombola vicino alla valvola, e verificare la corrispondenza con il numero di telaio.
La scadenza della prima revisione
Su un’auto omologata dal costruttore, la prima scadenza delle bombole R110 si calcola in genere dalla prima immatricolazione. Su un impianto installato successivamente, invece, conta la data del collaudo o quella riportata sulla targhetta dell’impianto.
Quando sono presenti più bombole, basta che una sola abbia una scadenza più ravvicinata per rendere necessario l’intervento sull’intero sistema. Io consiglio di controllare tutte le date almeno un mese prima, perché il reperimento delle bombole sostitutive e la prenotazione dell’officina possono richiedere tempo.
La riqualificazione delle bombole non è la revisione dell’auto
Qui nasce gran parte della confusione. La revisione ordinaria del veicolo si effettua dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due anni. Il controllo delle bombole segue invece intervalli propri, normalmente di quattro o cinque anni.
Passare la revisione ministeriale non significa quindi aver rinnovato la validità delle bombole. Allo stesso modo, sostituire o revisionare i serbatoi non fa slittare la successiva revisione periodica dell’automobile.
| Adempimento | Periodicità tipica | Cosa controlla |
|---|---|---|
| Revisione ordinaria del veicolo | Ogni 2 anni dopo la prima revisione | Freni, luci, emissioni, pneumatici, sicurezza generale |
| Riqualificazione bombole R110 | Ogni 4 anni | Integrità, corrosione, deformazioni e condizioni del serbatoio |
| Riqualificazione bombole DGM/DGMC | Ogni 5 anni | Idoneità della bombola secondo l’omologazione nazionale |
Per le CNG1, CNG2 e CNG3, la prima riqualificazione può prevedere un controllo visivo secondo le procedure del costruttore. L’officina deve però verificare che la procedura sia disponibile e applicabile a quello specifico modello; le verifiche successive seguono le modalità previste dalla normativa.
Come si svolge il controllo e dove prenotarlo
Il proprietario deve rivolgersi a un’officina che lavori con impianti CNG e sia autorizzata per quel tipo di bombola. Per le CNG4 montate su autovetture e veicoli commerciali leggeri, la procedura può essere svolta presso la rete indicata dal costruttore o presso altri centri abilitati secondo le disposizioni applicabili.
Nel caso delle bombole nazionali e di molte R110, l’officina gestisce lo smontaggio, l’invio ai centri competenti o la sostituzione con bombole già revisionate. Non improvviserei mai questa operazione: il metano è conservato a pressioni molto elevate e valvole, tubazioni e fissaggi devono essere trattati da personale qualificato.
Leggi anche: Superbollo abolito? Regole, calcolo e riduzioni per l’auto
I documenti utili
- carta di circolazione;
- cartellino o certificato dell’ultima revisione;
- documentazione dell’impianto, se installato aftermarket;
- eventuali fatture o certificati relativi a sostituzioni precedenti;
- informazioni sul modello e sul costruttore delle bombole.
Conviene chiedere un preventivo scritto prima di lasciare l’auto. Il costo non è fissato da un’unica tariffa nazionale e dipende dal numero di bombole, dal tempo di smontaggio, dal trasporto, dal rimontaggio e da eventuali componenti da sostituire.
Per una vettura privata si incontrano spesso preventivi nell’ordine di 120-450 euro, ma il valore può cambiare sensibilmente. In molti casi il fondo gestito dalla SFBM copre le spese tecniche previste, mentre restano a carico del proprietario la manodopera dell’officina, il trasporto e le pratiche eventualmente richieste.
Cosa succede se la scadenza è già passata
Una bombola scaduta non dovrebbe essere utilizzata per il rifornimento. Il distributore può rifiutare il pieno perché il serbatoio non risulta più valido, e una prenotazione dell’intervento non equivale automaticamente a una nuova autorizzazione alla circolazione.
La scelta più prudente è contattare subito un’officina autorizzata e chiedere come portare il veicolo al centro. Eviterei di circolare normalmente con bombole scadute, soprattutto per lunghi tragitti o affidandomi a un semplice foglio di prenotazione.
È importante anche non confondere una bombola scaduta con una bombola danneggiata. In caso di incidente grave, urto nella zona dei serbatoi, incendio o deformazioni visibili, il controllo deve essere anticipato e il veicolo non va rifornito prima di una verifica professionale.
Bombola respinta o arrivata a fine vita
Durante la riqualificazione possono emergere corrosione, ammaccature, difetti delle valvole o altri problemi strutturali. Una bombola che non supera il controllo non viene semplicemente “rinnovata”: deve essere ritirata e, quando previsto, distrutta e sostituita con un esemplare idoneo.
Per le bombole gestite dal fondo nazionale, il proprietario sostiene normalmente la manodopera necessaria all’intervento, mentre la sostituzione della bombola conforme rientra nelle procedure previste dal servizio. È comunque essenziale farsi spiegare dall’officina quali costi sono coperti e quali restano a proprio carico.
La sostituzione può diventare più complessa quando il modello è raro o le bombole disponibili hanno una validità residua inferiore ai quattro anni. In quel caso chiederei se è possibile attendere un serbatoio con una scadenza più lunga, invece di accettare senza discussione una soluzione che costringa a ripetere presto l’operazione.
La data da segnare oggi evita quasi tutti i problemi
Per sapere ogni quanto revisionare le bombole del metano non basta guardare il libretto dell’auto. Occorre identificare l’omologazione, leggere la data sul cartellino e considerare la bombola con la scadenza più vicina.
La mia regola pratica è semplice: controllo le bombole prima della revisione ordinaria, prenoto l’intervento con anticipo e chiedo un preventivo dettagliato. Così si evitano rifornimenti negati, fermo del veicolo e spese impreviste proprio quando l’auto serve di più.