Una foratura può trasformare un tragitto normale in una situazione scomoda, soprattutto quando il ruotino nel bagagliaio è rimasto inutilizzato per mesi. La pressione della ruota di scorta non coincide sempre con quella degli pneumatici montati sull’auto: dipende dal tipo di ruota e dalle indicazioni del costruttore. Qui chiarisco quali valori considerare, dove leggerli, come controllarli e quali limiti rispettare dopo il montaggio.
La regola semplice è seguire il dato del costruttore, non una cifra ricordata a memoria
- Ruota omogenea: va gonfiata secondo l’etichetta dell’auto o il manuale, considerando asse e carico.
- Ruotino temporaneo: spesso richiede circa 4,2 bar, ma il valore esatto può essere diverso.
- Controllo a freddo: misura la pressione prima di guidare o dopo alcune ore di sosta.
- Limite di velocità: con il ruotino bisogna rispettare il valore scritto sul fianco, spesso 80 km/h.
- Uso provvisorio: serve per raggiungere un gommista, non per continuare a viaggiare normalmente.

Il valore corretto dipende dal tipo di ruota
Prima di collegare il compressore, distinguo sempre tra una ruota di scorta a grandezza normale e un ruotino temporaneo. Sembrano svolgere la stessa funzione, ma hanno dimensioni, struttura e condizioni d’uso differenti.
| Tipo di ruota | Pressione da seguire | Uso previsto |
|---|---|---|
| Ruota omogenea | Valore indicato dal costruttore per quella misura e posizione | Può sostituire la ruota normale, se omologata |
| Ruotino temporaneo tipo T | Spesso circa 4,2 bar, ma verificare sempre etichetta e manuale | Solo emergenza e per tragitti limitati |
| Ruota di misura diversa | Pressione specifica riportata sul fianco o nella documentazione dell’auto | Sostituzione provvisoria secondo le istruzioni del modello |
Il valore di 4,2 bar, equivalente a 420 kPa o 60 psi, è molto comune sui ruotini compatti. Non è però una regola universale: alcuni modelli possono richiedere 3,2 bar, altri valori differenti. Gonfiare automaticamente ogni ruotino a 4,2 bar può quindi essere un errore.
La mia regola è semplice. Se la ruota ha la stessa misura delle altre, parto dall’etichetta della vettura; se è un ruotino stretto con la marcatura di uso temporaneo, controllo prima di tutto il suo fianco e il manuale. La cifra stampata sullo pneumatico può indicare il limite massimo e non sempre coincide con la pressione operativa raccomandata.
Dove trovare il dato senza andare a tentativi
Le informazioni più affidabili si trovano in tre punti. Il primo è l’etichetta sul montante della portiera del conducente o sullo sportello del carburante, il secondo è il manuale d’uso, mentre il terzo è la marcatura presente direttamente sulla ruota di scorta.
L’etichetta della portiera riporta di solito le pressioni degli pneumatici normali in base al carico. Può essere utile per una ruota omogenea, ma non va applicata automaticamente a un ruotino compatto. In quel caso cerco una voce separata come “ruotino”, “temporary spare” o “T-type”.
Se il ruotino è stato acquistato separatamente, verifico anche la compatibilità con misura, indice di carico, codice di velocità e attacco del cerchio. Una ruota che entra fisicamente nel mozzo non è necessariamente adatta all’auto. Questo controllo è particolarmente importante per vetture con impianto frenante maggiorato, trazione integrale o cerchi di dimensioni diverse.
Non userei mai il valore massimo scritto sul fianco come unica indicazione. Quella marcatura descrive il limite tecnico dello pneumatico, mentre il dato del costruttore considera anche peso, geometria delle sospensioni e comportamento della vettura.
Come controllare e gonfiare la ruota di scorta
La misurazione va fatta con pneumatico freddo. Il momento migliore è prima di partire, oppure dopo che l’auto è rimasta ferma per diverse ore. Dopo un viaggio, l’aria all’interno si scalda e la pressione aumenta: sgonfiare la ruota in quel momento porterebbe a un valore troppo basso una volta raffreddata.
- Estraggo la ruota dal vano e controllo che non ci siano tagli, crepe o deformazioni.
- Leggo la pressione raccomandata sul fianco, sull’etichetta o nel manuale.
- Misuro con un manometro affidabile, preferibilmente digitale.
- Gonfio poco alla volta fino al valore previsto.
- Controllo anche la valvola e il relativo cappuccio.
- Ripongo la ruota fissandola correttamente nel bagagliaio.
Un manometro da stazione di servizio può essere comodo, ma non sempre è perfettamente preciso. Per questo tengo in auto un piccolo manometro personale e uso il compressore solo per correggere il valore. Una differenza di pochi decimi può sembrare irrilevante, ma su un ruotino molto stretto cambia sensibilmente la stabilità.
Se la pressione è molto bassa, non mi limito a gonfiare e dimenticare il problema. Controllo la valvola e lascio la ruota sotto osservazione per qualche giorno. Una perdita lenta può dipendere dalla valvola, dal tallone dello pneumatico o da una gomma ormai invecchiata.
Perché il ruotino richiede spesso più pressione
Il ruotino ha un battistrada più stretto e una struttura pensata per sostenere il veicolo solo temporaneamente. Una pressione elevata mantiene la forma dello pneumatico, riduce la deformazione dei fianchi e permette di sostenere il carico previsto dal costruttore.
Questo spiega perché può richiedere una pressione molto superiore ai normali 2,2-2,6 bar usati da molte automobili. Il confronto diretto con le gomme montate non è quindi corretto: il ruotino non è una gomma “più dura da gonfiare”, ma un componente progettato per un compito diverso.
La pressione corretta non elimina però i suoi limiti. Dopo averlo montato, la vettura può avere un comportamento diverso in frenata e in curva, soprattutto sul bagnato. Con trazione integrale, differenziali sensibili o sistemi elettronici evoluti, il manuale può prescrivere procedure specifiche oppure sconsigliare l’uso prolungato di una ruota di diametro differente.
Il limite di velocità stampato sul fianco ha sempre la precedenza. In molti casi è di 80 km/h, ma non bisogna darlo per scontato. Evito anche accelerazioni brusche, frenate violente, carichi elevati e viaggi lunghi in autostrada: il ruotino serve a raggiungere un’officina nelle condizioni più sicure possibili.
Cosa controllare dopo averlo montato
Una volta sostituita la ruota forata, controllo che i dadi siano serrati secondo la coppia prevista dal costruttore. Dopo pochi chilometri mi fermo in un luogo sicuro e verifico che la ruota sia stabile, senza vibrazioni insolite o rumori metallici.
Se l’auto dispone del sistema TPMS, cioè il dispositivo che monitora la pressione degli pneumatici, può comparire una spia sul cruscotto. È normale su alcuni veicoli quando il ruotino non ha un sensore compatibile o quando la misura differente altera il rilevamento. Il reset va eseguito solo seguendo la procedura prevista dal manuale.
Con una ruota normale sostitutiva il comportamento può essere quasi identico a quello abituale, ma verifico comunque che la misura sia corretta e che il senso di rotazione sia rispettato sugli pneumatici direzionali. Con un ruotino, invece, raggiungo il gommista appena possibile e ripristino la configurazione originale.
Non bisogna dimenticare che il limite vale anche quando la strada sembra libera e asciutta. La velocità ridotta non è un fastidio burocratico: serve a compensare la minore impronta a terra e la diversa risposta dello pneumatico.
Gli errori che lasciano la ruota inutilizzabile
L’errore più comune è controllare solo le quattro gomme in uso e dimenticare quella nascosta nel bagagliaio. Una ruota può perdere aria lentamente anche senza essere mai utilizzata, perché lo pneumatico non è completamente impermeabile e la valvola può deteriorarsi.
- Controllarla solo dopo una foratura, quando potrebbe essere già sgonfia.
- Usare la pressione degli pneumatici normali anche sul ruotino.
- Misurare a caldo e correggere il valore in modo errato.
- Ignorare la data di produzione e le crepe dovute all’età.
- Guidare oltre il limite indicato sul fianco.
- Lasciare il ruotino montato per settimane invece di riparare la gomma originale.
Io verifico la ruota di scorta una o due volte l’anno e sempre prima di un viaggio lungo. Insieme alla pressione controllo anche cric, chiave, adattatore per i bulloni antifurto, guanti e gilet ad alta visibilità. Avere lo pneumatico gonfio ma non riuscire a smontare la ruota resta una situazione tutt’altro che risolta.
Controllo anche l’età dello pneumatico. Una gomma mai usata può presentare indurimento o microcrepe dopo molti anni, quindi il battistrada apparentemente nuovo non è una garanzia sufficiente. In caso di dubbio, un gommista può valutare rapidamente lo stato del fianco e della carcassa.
La ruota pronta prima che serva davvero
La risposta più sicura non è un numero valido per tutte le automobili, ma il valore specifico indicato dal costruttore. Per il ruotino compatto, 4,2 bar è frequente, ma va confermato sul veicolo; per una ruota omogenea si seguono invece le pressioni previste per quella misura e per il carico dell’auto.
Una verifica periodica richiede pochi minuti e può evitare di restare fermi con due problemi invece di uno. Quando la ruota è montata, rispetto il limite sul fianco, guido con prudenza e considero il ruotino soltanto un collegamento temporaneo verso il gommista.