Hai appena preso la patente, oppure stai preparando l’esame e non sai quali regole siano davvero già operative? Nel 2026 la nuova legge sulla patente non coincide con un unico provvedimento, ma con un insieme di modifiche al Codice della strada e decreti applicativi che incidono soprattutto su neopatentati, esercitazioni, controlli e sanzioni.
Le regole che contano davvero per chi guida nel 2026
- Tre anni di limiti specifici per chi consegue la patente B.
- Per le auto dei neopatentati valgono i limiti di 75 kW/t e 105 kW per i veicoli M1.
- L’esame teorico prevede 30 domande in 20 minuti, con massimo 3 errori.
- Le esercitazioni obbligatorie sono oggi indicate dal MIT in 6 ore, mentre il nuovo decreto ne prevede 8 quando sarà operativa la piattaforma dedicata.
- Le proposte sulla patente a 17 anni e sul nuovo Codice della strada non sono automaticamente norme già in vigore.

Cosa è già in vigore e cosa resta soltanto una proposta
La riforma principale è la legge 25 novembre 2024, n. 177, entrata in vigore a dicembre e ancora centrale nel 2026. Ha modificato alcune regole per i neopatentati, rafforzato i controlli su alcol e sostanze e previsto nuovi passaggi per la formazione pratica.
Nel frattempo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sta lavorando a un’ulteriore revisione del Codice della strada. Tra le ipotesi discusse ci sono la patente a 17 anni, nuove modalità sanzionatorie e maggiori tutele per alcuni utenti vulnerabili. Finché l’iter non si conclude, però, queste restano proposte.
| Misura | Situazione nel 2026 | Cosa significa |
|---|---|---|
| Limiti per i neopatentati | In vigore | Durano tre anni per la patente B |
| Guide obbligatorie aggiornate | Decreto approvato, applicazione legata alla piattaforma | Il numero effettivo può dipendere dalla procedura attiva |
| Patente a 17 anni | In proposta | Non consente oggi di guidare autonomamente come un maggiorenne |
La distinzione è importante perché online circolano spesso titoli che presentano come definitive regole ancora in discussione. Io controllerei sempre la data della notizia e la sua applicazione concreta, soprattutto prima di iscriversi a un corso o acquistare un’auto.
I limiti dei neopatentati durano tre anni
La modifica più concreta riguarda chi ottiene per la prima volta una patente di categoria B. I limiti sulla velocità e sulla potenza dell’auto non valgono più soltanto per il primo anno, ma per i primi tre anni dal rilascio.
Velocità massima
Per tre anni non si possono superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Sono limiti specifici per il neopatentato e si aggiungono a quelli già indicati dalla segnaletica.
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Potenza dell’automobile
La vettura deve rispettare il limite di 75 kW per tonnellata, calcolato sulla tara. Per le autovetture della categoria M1 si applica anche un limite di potenza massima pari a 105 kW. La regola comprende anche le auto elettriche e le ibride plug-in.
Non basta quindi guardare la cilindrata. Due automobili con motori di dimensioni simili possono avere potenze diverse e una sola potrebbe essere guidabile da un neopatentato. Il controllo più sicuro si fa inserendo la targa nel servizio del Portale dell’automobilista, invece di affidarsi a tabelle generiche trovate sui social.
Esiste un’eccezione durante le esercitazioni. Il limite di potenza non si applica se accanto al conducente siede un istruttore di età non superiore a 65 anni, con patente della stessa categoria da almeno 10 anni oppure con una patente di categoria superiore.
Come cambia il percorso per ottenere la patente B
La procedura di base resta riconoscibile, ma oggi conviene pianificarla con più attenzione. Io la dividerei in quattro passaggi pratici.
- Presentazione della domanda alla Motorizzazione o tramite autoscuola, con certificato medico e pagamenti richiesti.
- Esame teorico entro sei mesi dalla domanda. Sono disponibili due prove.
- Rilascio del foglio rosa dopo il superamento della teoria.
- Guide obbligatorie ed esame pratico, con fino a tre prove nell’arco di validità previsto.
Il test teorico per le patenti A1, A2, A, B1, B e BE comprende 30 affermazioni vero o falso. Il tempo è di 20 minuti e sono ammessi al massimo 3 errori. Per chi ha una certificazione DSA restano disponibili gli strumenti compensativi previsti dalla normativa.
Per prenotare la prova pratica serve anche la certificazione delle esercitazioni obbligatorie. La pagina informativa del MIT continua a indicare almeno 6 ore di guida presso un’autoscuola, comprendenti autostrada o strade extraurbane e guida notturna.
Il decreto ministeriale n. 294 del 2025 prevede però un nuovo percorso da 8 ore, suddiviso tra conoscenza del veicolo e dei sistemi di sicurezza, guida urbana, strade extraurbane o autostrada e guida notturna. La sua applicazione è collegata all’attivazione della piattaforma digitale di certificazione. Prima di pagare il pacchetto, chiederei quindi all’autoscuola quale regime sta applicando e quale attestazione verrà registrata.
Tra i costi fissi indicati dal MIT per la teoria figurano una tariffa PagoPA di 26,40 euro e un bollo da 16 euro. Il costo complessivo cresce poi con visita medica, lezioni, uso del veicolo per l’esame e tariffe dell’autoscuola, che possono variare sensibilmente da una provincia all’altra.
Alcol, sostanze e sospensione richiedono più attenzione
Per i neopatentati resta fondamentale la regola del tasso alcolemico pari a zero. Lo stesso principio riguarda i conducenti sotto i 21 anni e alcune categorie professionali. Un aperitivo leggero non è una misura affidabile: il modo più prudente di rispettare la norma è non bere prima di guidare.
La riforma ha reso più severi anche gli accertamenti relativi alle sostanze stupefacenti. Un controllo positivo può avviare conseguenze amministrative, mediche e sulla validità della patente. La situazione può diventare delicata anche per chi assume farmaci prescritti, perché alcuni principi attivi possono essere rilevati dai test.
In questi casi non improvviserei interpretazioni. Occorre seguire le indicazioni del medico, conservare la documentazione della terapia e non mettersi alla guida quando il farmaco può ridurre attenzione, riflessi o capacità di reazione.
Per le violazioni più gravi possono aggiungersi sospensione, decurtazione dei punti e obblighi di revisione della patente. Nei primi tre anni, inoltre, il neopatentato deve prestare particolare attenzione perché la perdita dei punti può avere effetti più pesanti rispetto a chi guida da tempo.
Gli errori pratici che possono costare caro
Il primo errore è credere che il limite di potenza dipenda solo dai cavalli dichiarati dal venditore. Servono i dati tecnici del veicolo e, in caso di dubbio, la verifica ufficiale della targa.
- Confondere i vecchi limiti di un anno con quelli oggi validi per tre anni.
- Guidare un’auto non autorizzata perché un familiare ha detto che “rientra nella cilindrata”.
- Fare esercitazioni in autostrada senza aver completato il modulo richiesto e senza la certificazione necessaria.
- Considerare valida una voce online sulla patente a 17 anni prima della pubblicazione delle norme definitive.
- Pagare un corso di guide senza chiedere quante ore siano comprese e quale documento verrà rilasciato.
Un controllo di dieci minuti può evitare una sanzione e soprattutto una giornata d’esame persa. Nella pratica, il documento più utile non è una schermata promozionale dell’autoscuola, ma la scheda tecnica del veicolo associata alla verifica ufficiale.
La mossa più prudente prima di mettere la prima marcia
Chi consegue la patente nel 2026 dovrebbe tenere insieme tre informazioni: data di rilascio, limiti dell’auto e stato effettivo delle esercitazioni obbligatorie. Sono questi elementi, più dei titoli sensazionalistici sulle nuove leggi, a determinare cosa si può fare davvero.
Il mio consiglio è semplice: controlla la vettura tramite il servizio ufficiale, chiedi all’autoscuola una conferma scritta delle ore richieste e verifica sempre se una novità è già in vigore o soltanto allo studio. Così la nuova disciplina diventa uno strumento per guidare con maggiore consapevolezza, non una fonte di confusione.