Articolo 126-bis e patente a punti - decurtazioni e recupero

5 luglio 2026

Mano che mostra la patente, in linea con l'articolo 126 bis del codice della strada.

Indice

Una multa può trasformarsi in un problema molto più serio quando incide sul saldo della patente. L’articolo 126-bis del Codice della strada regola proprio questo meccanismo: spiega quanti punti si possono perdere, chi deve essere indicato come conducente, come controllare il saldo e quali strade esistono per recuperarli.

Le regole essenziali della patente a punti

  • 20 punti iniziali assegnati alla patente, con un massimo ordinario di 30 grazie alla buona condotta.
  • Le decurtazioni vanno generalmente da 1 a 10 punti e dipendono dalla violazione commessa.
  • Il proprietario deve comunicare i dati del conducente entro 60 giorni quando chi guidava non è stato identificato.
  • La mancata comunicazione può comportare una sanzione da 291 a 1.166 euro, senza perdita automatica dei punti.
  • I corsi autorizzati consentono di recuperare 6 o 9 punti, purché il saldo non sia esaurito.

Che cosa disciplina davvero l’articolo 126-bis

La patente a punti parte da una base semplice: al rilascio vengono attribuiti 20 punti, registrati nell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. I punti diminuiscono solo per le violazioni indicate nella tabella allegata alla norma, non per qualsiasi multa ricevuta.

Questo dettaglio è importante. Una sanzione per divieto di sosta, ad esempio, non comporta automaticamente una decurtazione, mentre il passaggio con il semaforo rosso, l’eccesso di velocità grave o l’uso del cellulare durante la guida sì. Nel verbale deve essere indicato anche il numero di punti previsto per l’infrazione.

La decurtazione non avviene di solito nel momento della contestazione. Il verbale deve diventare definitivo, perché è stato pagato, perché sono scaduti i termini per ricorrere oppure perché il ricorso si è concluso in modo sfavorevole. Da quel momento l’organo accertatore comunica la variazione all’anagrafe nazionale, normalmente entro 30 giorni.

Quanti punti si perdono per le violazioni più comuni

La tabella completa è ampia e comprende infrazioni molto diverse. Per orientarsi, ho raccolto alcuni casi frequenti. I punti indicati sono quelli ordinari e possono raddoppiare per i neopatentati nei primi tre anni dal rilascio della patente.

Violazione Punti decurtati
Superamento del limite di velocità oltre 10 e fino a 40 km/h 3 punti
Superamento del limite oltre 40 e fino a 60 km/h 6 punti
Superamento del limite oltre 60 km/h 10 punti
Passaggio con semaforo rosso 6 punti
Uso di smartphone o apparecchi vietati durante la guida 5 punti
Recidiva nell’uso del cellulare nei casi previsti dalla norma 10 punti
Mancato uso delle cinture di sicurezza 5 punti
Guida in stato di ebbrezza nelle ipotesi previste 10 punti

Questi valori non sostituiscono la lettura del verbale, perché la stessa materia può avere più fasce sanzionatorie. Inoltre, i punti si sommano alle altre conseguenze, come multa, sospensione breve o sospensione ordinaria. Dal 2024, in alcune situazioni e con un saldo inferiore a 20 punti, può applicarsi anche la sospensione breve prevista dal Codice della strada.

Il caso particolare dei neopatentati

Per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni, i punti della tabella vengono generalmente raddoppiati. Una violazione da 5 punti può quindi costare 10 punti, mentre una da 10 può azzerare il saldo iniziale.

La regola riguarda le patenti rilasciate a chi non possedeva già una patente di categoria B o superiore. Per questo, prima di fare qualsiasi calcolo, conviene verificare la data e la categoria del documento di guida.

Chi perde i punti quando l’infrazione arriva da un autovelox

Se il conducente viene fermato, l’identificazione è immediata e i punti vengono attribuiti a chi era alla guida. Il problema nasce quando l’infrazione viene rilevata da un autovelox, da una telecamera o da un dispositivo che registra soltanto la targa.

In questo caso il verbale viene notificato al proprietario del veicolo, che deve comunicare all’organo di polizia i dati personali e della patente del conducente entro 60 giorni dalla notifica. Lo stesso obbligo vale per il legale rappresentante o per il delegato quando il veicolo appartiene a una società.

Se il proprietario non comunica i dati senza un motivo giustificato e documentato, non perde automaticamente i punti, ma rischia una sanzione aggiuntiva da 291 a 1.166 euro. Dire semplicemente di non ricordare chi guidava non è una soluzione sicura: la comunicazione deve essere valutata con attenzione e inviata secondo le modalità indicate nel verbale.

Il mio consiglio pratico è conservare una copia della comunicazione, della ricevuta di invio e della documentazione allegata. In caso di contestazioni, la prova della tempestività può fare la differenza.

Come controllare il saldo e correggere un errore

Il saldo aggiornato si può verificare nell’area riservata del Portale dell’automobilista tramite SPID o CIE. È possibile anche richiederlo presso un ufficio della Motorizzazione civile oppure utilizzare il servizio telefonico indicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Dal 2020 non viene più inviata automaticamente la vecchia lettera cartacea con tutte le variazioni. Chi è registrato al portale può ricevere una comunicazione via email e scaricare l’attestazione in formato PDF.

Se il saldo sembra sbagliato, il portale non corregge direttamente l’errore. Bisogna rivolgersi all’organo di polizia che ha accertato la violazione, perché è quello che inserisce o rettifica il dato negli archivi ministeriali. La stessa procedura vale quando, dopo un ricorso vinto, i punti non vengono ancora riaccreditati.

Conviene controllare il saldo soprattutto dopo una notifica per cui era prevista la decurtazione, dopo la conclusione di un ricorso e prima di iscriversi a un corso di recupero. Aspettare di arrivare vicino allo zero può complicare molto la gestione della patente.

Come recuperare i punti senza commettere nuovi errori

Quando il saldo è diminuito ma non è arrivato a zero, si può frequentare un corso presso un’autoscuola o un centro autorizzato. Il recupero ordinario è di 6 punti per le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE.

Per alcune abilitazioni professionali il recupero può arrivare a 9 punti. Rientrano in questa disciplina, tra gli altri, i titolari di patenti C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D, DE e di determinate abilitazioni professionali o CQC.

Il corso da solo non basta: il recupero avviene dopo il superamento della prova d’esame e l’invio dell’attestato alla Motorizzazione. Prima di pagare l’iscrizione, chiederei sempre all’autoscuola quale saldo risulta registrato e quale corso è compatibile con la propria patente.

Leggi anche: Rapporto peso potenza dell’auto - calcolo e limiti

Il recupero automatico con la buona condotta

Chi non commette violazioni che comportano perdita di punti per due anni può tornare al punteggio iniziale di 20 punti, se ne aveva meno di 20 ma più di zero. Chi ha già almeno 20 punti riceve invece un bonus di 2 punti, fino al limite massimo di 30 punti.

Per i neopatentati è previsto anche un credito di 1 punto per ogni anno senza infrazioni decurtative durante i primi tre anni, fino a un massimo di 3 punti. Il conteggio dipende dalla data di definizione delle violazioni, non sempre dalla data in cui si è ricevuto il verbale.

Cosa succede quando i punti arrivano a zero

Il saldo non può scendere sotto zero. Quando i punti vengono esauriti, però, scatta la revisione della patente, che richiede il superamento dell’esame di idoneità tecnica previsto dall’articolo 128 del Codice della strada.

La revisione può essere disposta anche in un’altra situazione meno conosciuta. Dopo la notifica di una prima violazione da almeno 5 punti, bisogna sostenere l’esame se, nei 12 mesi successivi, vengono commesse altre due violazioni non contestuali che comportano ciascuna almeno 5 punti di decurtazione.

La notifica del provvedimento indica i termini da rispettare. Se il titolare non si sottopone agli accertamenti entro 30 giorni dalla notifica, la patente può essere sospesa a tempo indeterminato. Per questo non bisogna confondere la revisione con un normale corso di recupero: nel primo caso è in gioco la verifica dell’idoneità alla guida.

Il modo più semplice per non arrivare impreparati alla decurtazione

La gestione corretta parte da tre abitudini concrete: leggere nel verbale l’infrazione e i punti indicati, rispettare il termine di 60 giorni per comunicare il conducente quando richiesto e controllare periodicamente il saldo digitale.

Io considero particolarmente rischioso affidarsi a informazioni trovate su vecchi moduli o forum, perché la disciplina può cambiare e alcune violazioni hanno fasce diverse. In caso di saldo anomalo, notifica poco chiara o revisione della patente, è più prudente chiedere chiarimenti all’organo accertatore o a un professionista.

La patente a punti non è soltanto un sistema punitivo. Usata con attenzione, rende visibile il proprio comportamento alla guida e lascia margine per recuperare, ma solo se si interviene prima che il saldo si azzeri.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il proprietario deve comunicare i dati personali e della patente del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Se non lo fa senza un motivo giustificato e documentato, rischia una sanzione da 291 a 1.166 euro, ma non perde automaticamente i punti.

L'uso dello smartphone durante la guida comporta normalmente 5 punti, mentre la recidiva nei casi previsti può comportare 10 punti. Il passaggio con il semaforo rosso costa 6 punti; il superamento del limite di velocità comporta 3, 6 o 10 punti in base alla gravità dell'eccesso.

Si può frequentare un corso presso un'autoscuola o un centro autorizzato. Il recupero ordinario è di 6 punti per le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, mentre per alcune abilitazioni professionali può arrivare a 9 punti. È necessario superare la prova d'esame.

Quando i punti vengono esauriti, scatta la revisione della patente, con l'obbligo di superare l'esame di idoneità tecnica previsto dall'articolo 128 del Codice della strada. Se il titolare non si sottopone agli accertamenti entro 30 giorni dalla notifica, la patente può essere sospesa a tempo indeterminato.

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Abramo Barbieri

Abramo Barbieri

Mi chiamo Abramo Barbieri e la mia passione per il mondo dei motori, la guida sicura e la manutenzione mi accompagna da ben 14 anni. Ho iniziato a interessarmi a questi argomenti quasi per caso, ma presto ho capito quanto fosse importante condividere conoscenze accurate e pratiche per chiunque si metta al volante. Sul sito ruotestoreitaly.it, mi impegno a rendere accessibili concetti complessi, analizzando le ultime novità del settore, offrendo consigli pratici per una guida più consapevole e sicura, e spiegando passo dopo passo come prendersi cura del proprio veicolo. Il mio obiettivo è fornire informazioni utili e affidabili, basate su un’attenta ricerca e un confronto costante delle fonti, per aiutarvi a vivere al meglio la vostra esperienza su strada.

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