Con un’auto GPL, l’autostrada non è una zona vietata, ma richiede qualche attenzione in più rispetto a un viaggio urbano. Il Codice della strada, le modalità di rifornimento, la disponibilità del carburante nelle aree di servizio e lo stato del serbatoio incidono sulla tranquillità del viaggio. Qui raccolgo le regole pratiche e i controlli che farei prima di partire.
Le regole essenziali per viaggiare in autostrada con il GPL
- Circolazione consentita: un’auto GPL omologata può viaggiare normalmente in autostrada.
- Nessun limite speciale di velocità: valgono gli stessi limiti previsti per la categoria del veicolo.
- Rifornimento da pianificare: non tutte le aree di servizio dispongono di GPL e il self-service non è sempre disponibile.
- Serbatoio controllato: la bombola GPL deve essere sostituita, di norma, ogni 10 anni.
- Sosta massima: nelle aree autostradali non si può lasciare il veicolo fermo per oltre 24 ore, salvo eccezioni specifiche.
Un’auto GPL può viaggiare in autostrada
La risposta più importante è semplice: sì, un’automobile alimentata a GPL può circolare in autostrada. L’articolo 175 del Codice della strada elenca le categorie escluse dalla rete autostradale, come biciclette, ciclomotori, macchine agricole e veicoli in condizioni pericolose, ma non vieta le vetture in base al carburante utilizzato.
Perciò non esiste un limite di velocità specifico legato al GPL. Si applicano i limiti ordinari previsti per l’autovettura, oltre alle eventuali restrizioni indicate dalla segnaletica. Il fatto che il veicolo sia bifuel, cioè capace di funzionare a benzina e GPL, non modifica la categoria autostradale e non comporta un pedaggio diverso.
Anche il passaggio in galleria è normalmente consentito. Un veicolo privato omologato e mantenuto correttamente non rientra automaticamente tra i trasporti pericolosi. Se un determinato tunnel o tratto stradale prevede una limitazione locale, questa deve essere indicata dalla segnaletica e va rispettata, indipendentemente dal tipo di alimentazione.
L’unica vera condizione è che l’impianto sia regolare, riportato nei documenti del veicolo e in buono stato. Un’automobile con bombola scaduta, impianto modificato senza aggiornamento o evidenti problemi tecnici non dovrebbe affrontare un viaggio autostradale, anche se in teoria il carburante GPL è ammesso.
Come organizzare rifornimento e autonomia
Il GPL permette di viaggiare spendendo spesso meno rispetto alla benzina, ma in autostrada la rete è meno uniforme. Io non partirei mai contando sul fatto che la prossima area di servizio abbia sicuramente un erogatore GPL. Controllerei prima il percorso e terrei una riserva di benzina sufficiente per raggiungere un distributore anche in caso di deviazione.
Molti impianti moderni avviano il motore a benzina e passano al gas dopo pochi istanti, secondo la temperatura e la gestione elettronica del sistema. Per questo la benzina non va lasciata completamente a secco: non serve solo come carburante alternativo, ma può essere necessaria per l’avviamento e per il corretto funzionamento dell’impianto.
| Situazione | Comportamento consigliato |
|---|---|
| Area di servizio senza GPL | Proseguire solo se l’autonomia lo consente oppure utilizzare la benzina. |
| Self-service non disponibile | Attendere l’addetto o raggiungere un impianto abilitato. |
| Serbatoio quasi pieno | Non forzare il rifornimento. Il limitatore interrompe l’erogazione prima del riempimento completo. |
| Odore persistente di gas | Fermarsi in sicurezza, spegnere il motore, allontanarsi e chiedere assistenza. |
Il serbatoio non viene riempito al 100% del suo volume geometrico. Il sistema di sicurezza lascia uno spazio di espansione e interrompe normalmente l’erogazione intorno all’80% della capacità. Non bisogna manomettere la valvola o insistere dopo lo scatto della pistola.
Il rifornimento self-service è previsto dalla normativa solo quando l’impianto rispetta requisiti tecnici e organizzativi precisi. Nella pratica, soprattutto lungo le autostrade, è frequente trovare il servizio con operatore. La presenza dell’insegna GPL, quindi, non garantisce il rifornimento automatico a qualsiasi ora.
Che cosa cambia nelle aree di servizio e durante una sosta
Le regole autostradali sulla fermata e sulla sosta valgono anche per le vetture GPL. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato fermarsi, tranne in caso di emergenza dovuta a un malore o a un guasto. In quel caso bisogna raggiungere la corsia di emergenza o la prima piazzola possibile, evitando di occupare le corsie di scorrimento.
Nelle aree di servizio e nei parcheggi autostradali il veicolo non può restare in sosta per più di 24 ore, salvo i parcheggi collegati a strutture ricettive o altre aree appositamente attrezzate. Questa regola non dipende dal GPL, ma viene spesso confusa con le limitazioni previste per le autorimesse.
Parcheggi interrati e autorimesse
Un’automobile GPL non deve essere automaticamente rifiutata in ogni parcheggio sotterraneo. Per i veicoli dotati di impianto conforme alla normativa di sicurezza, il decreto del 22 novembre 2002 consente il parcamento nei piani fuori terra e, in determinate condizioni, anche al primo piano interrato.
La situazione cambia se l’impianto è vecchio, privo dei dispositivi richiesti o se l’autorimessa applica regole più restrittive. Il cartello all’ingresso resta decisivo. Prima di entrare in un parcheggio vicino a un casello o a un albergo, controllerei sempre le indicazioni specifiche invece di affidarmi a una regola generale.
La sicurezza dipende dallo stato dell’impianto
In autostrada un piccolo difetto può diventare più serio perché si viaggia a velocità elevate e spesso a distanza da un’officina. Per questo farei controllare l’impianto GPL prima di un lungo percorso, soprattutto se l’auto presenta strappi, cali di potenza, difficoltà di avviamento o odore anomalo.
Il serbatoio GPL ha normalmente una durata di 10 anni, dopo i quali deve essere sostituito secondo la procedura prevista. La revisione ordinaria dell’automobile segue invece le scadenze generali del Codice della strada, cioè entro quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni per le autovetture comuni.
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I controlli che farei prima di un viaggio lungo
- Verificare la data del serbatoio e la regolarità dell’impianto nei documenti.
- Controllare il livello di GPL e mantenere una quantità adeguata di benzina.
- Esaminare pneumatici, pressione, liquidi, batteria e sistema di raffreddamento.
- Accertarsi che triangolo, giubbotto retroriflettente e assistenza stradale siano disponibili.
- Programmare almeno un distributore alternativo lungo il tragitto.
Il GPL non rende l’auto più fragile per definizione, ma richiede manutenzione coerente con il sistema di alimentazione. Filtri, candele, tubazioni, elettrovalvole e riduttore devono essere controllati da un’officina competente. Il risparmio sul carburante perde rapidamente valore se si rimanda la manutenzione fino alla comparsa di un guasto.
Il modo più semplice per partire senza sorprese
Prima di entrare in autostrada, farei tre verifiche rapide: impianto in regola, benzina disponibile e rifornimento pianificato. Se il GPL termina, l’auto può passare alla benzina nei modelli predisposti, ma è meglio non trasformare questa possibilità in una strategia di viaggio.
In caso di guasto, la priorità resta portare il veicolo fuori dalla corsia di marcia, indossare il giubbotto e chiamare l’assistenza. Non bisogna tentare riparazioni vicino al traffico o intervenire sull’impianto gas in autonomia.
In definitiva, viaggiare in autostrada con un’auto GPL è normale e sicuro quando il veicolo è omologato, revisionato e utilizzato con un minimo di pianificazione. La differenza la fanno soprattutto la manutenzione del serbatoio e la consapevolezza che non ogni area di servizio offre GPL o rifornimento self-service.