Quando si possiede un’auto Euro 5, la domanda decisiva non è soltanto quale sia la sua classe ambientale, ma dove e quando può circolare. Le regole cambiano infatti tra Codice della strada, ordinanze regionali, misure antismog e ZTL comunali: qui chiarisco cosa significa davvero Euro 5, quali limitazioni sono previste nel 2026 e come verificare la situazione prima di mettersi al volante o acquistare un’auto usata.
La classe Euro 5 consente ancora di circolare, ma non ovunque
- Nessun blocco nazionale automatico vieta oggi tutte le auto Euro 5.
- Le limitazioni riguardano soprattutto i diesel Euro 5, non in modo generalizzato le versioni a benzina.
- Dal 1° ottobre 2026 sono previste nuove restrizioni in diverse aree del bacino padano.
- A Milano il diesel Euro 5 è già escluso da Area B dal 1° ottobre 2023.
- La classe ambientale si controlla sul libretto, alla voce V.9, oppure tramite i servizi ufficiali.
Che cosa significa davvero la classe Euro 5
Euro 5 è uno standard europeo che stabilisce i limiti alle emissioni degli autoveicoli. È entrato in vigore progressivamente tra il 2009 e il 2011, a seconda che si considerino le nuove omologazioni o le prime immatricolazioni dei modelli già esistenti.
La classificazione non indica semplicemente l’età del veicolo. Due automobili immatricolate nello stesso anno possono appartenere a categorie diverse, mentre un modello prodotto molti anni fa può essere stato immatricolato successivamente. Per questo io controllo sempre la voce tecnica del libretto, senza basarmi soltanto sulla data di immatricolazione.
| Motorizzazione | Situazione tipica | Rischio di limitazioni locali |
|---|---|---|
| Euro 5 benzina | Generalmente autorizzata alla circolazione ordinaria | Basso, salvo ordinanze specifiche |
| Euro 5 diesel | Ancora utilizzabile in molte zone | Elevato nelle città e nelle regioni più esposte all’inquinamento |
| Euro 5 GPL o metano | Dipende dall’omologazione e dalla configurazione del veicolo | Da verificare nel provvedimento locale |
La differenza più importante riguarda il gasolio. I diesel Euro 5 hanno emissioni di particolato inferiori rispetto alle generazioni precedenti grazie al filtro antiparticolato, ma possono produrre quantità rilevanti di ossidi di azoto, indicati come NOx. È uno dei motivi per cui i provvedimenti antismog si concentrano soprattutto su questa categoria.
La risposta del Codice della strada dipende dal luogo
Il Codice della strada non stabilisce un divieto nazionale permanente per tutte le vetture Euro 5. L’articolo 7 consente però ai Comuni di limitare la circolazione in presenza di esigenze legate alla qualità dell’aria, alla salute pubblica o alla tutela del patrimonio urbano.
In pratica, una vettura può viaggiare regolarmente su una strada extraurbana e non poter entrare in una determinata ZTL. La classe Euro è solo una parte della risposta: contano anche il Comune, la fascia oraria, il tipo di strada, l’alimentazione e l’eventuale presenza di deroghe.
Nel 2025 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha comunicato il rinvio al 1° ottobre 2026 delle limitazioni strutturali previste per i diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Le Regioni possono però adottare misure alternative o, in determinati casi, anticipare provvedimenti attraverso i propri piani per la qualità dell’aria.
Per chi viola una limitazione ambientale prevista dal Comune, l’articolo 7, comma 13-bis, del Codice della strada prevede una sanzione da 168 a 678 euro. In caso di reiterazione nel biennio può aggiungersi la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. Non conviene quindi interpretare un cartello antismog come un’indicazione generica: se il divieto è attivo, ha pieno valore giuridico.
Cosa cambia nel 2026 per i diesel Euro 5
Il 2026 è un anno di transizione. La data più importante è il 1° ottobre 2026, quando alcune restrizioni diventeranno operative in diverse città del Nord Italia, ma con modalità non identiche tra loro.
In Lombardia, la Regione indica l’avvio delle limitazioni per le autovetture diesel Euro 5 nelle aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti, tra cui Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Per le autovetture la fascia prevista è dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, esclusi i festivi infrasettimanali, secondo le disposizioni regionali applicabili.
La situazione di Milano è ancora più severa in Area B. Il diesel Euro 5 è già soggetto al divieto di accesso e circolazione dal 1° ottobre 2023. Questo non significa che l’auto non possa circolare in tutta la città o in tutta la Lombardia: Area B è una ZTL con regole proprie, controllata anche tramite telecamere.
In Emilia-Romagna le limitazioni stagionali interessano soprattutto i centri abitati delle aree di pianura e dell’agglomerato di Bologna. Nel 2026 le regole possono distinguere tra divieti ordinari, domeniche ecologiche e misure emergenziali legate al superamento dei livelli di PM10. Il calendario regionale non sostituisce l’ordinanza del singolo Comune.
Anche in Piemonte la situazione va letta con attenzione. Torino ha previsto misure antismog stagionali e può coinvolgere i diesel Euro 5 in determinati periodi o condizioni. Per me questo è il punto più facile da sbagliare: non basta sapere la Regione, bisogna controllare l’ordinanza valida nella città e nella data del viaggio.
Il Veneto rientra nel quadro nazionale del bacino padano, ma anche qui l’applicazione concreta dipende dai provvedimenti locali. Un’automobile che oggi circola senza problemi in un Comune potrebbe incontrare un divieto temporaneo in un altro, soprattutto durante le giornate di emergenza ambientale.
Come controllare classe, divieti e deroghe prima di partire
[search_image]libretto di circolazione italiano campo V.9 classe ambientale Euro auto
Il primo controllo richiede meno di un minuto. Sul libretto di circolazione di nuovo formato bisogna cercare la voce V.9, dove è riportata la classificazione ambientale del veicolo. Nei documenti più vecchi l’informazione può trovarsi nel riquadro 2.
Se la dicitura è poco chiara, si può utilizzare il servizio di verifica dell’ACI o il Portale dell’Automobilista. Servono normalmente la targa e il tipo di veicolo, oppure i dati presenti sul documento di circolazione. Io preferisco verificare direttamente la banca dati ufficiale quando sto valutando un acquisto, perché annunci e schede commerciali possono contenere errori.
- Controlla l’alimentazione indicata sulla carta di circolazione.
- Verifica la classe alla voce V.9.
- Individua il Comune o la ZTL in cui devi entrare.
- Controlla giorni, orari e categoria del veicolo nell’ordinanza aggiornata.
- Verifica se esistono deroghe, permessi o servizi come MoVe-In.
Il sistema MoVe-In, attivo soprattutto in Lombardia, può sostituire alcuni divieti orari con un limite chilometrico annuale monitorato tramite dispositivo satellitare. Non è però un lasciapassare universale: bisogna aderire correttamente, rispettare la soglia assegnata e verificare se il Comune ha esteso il servizio alla propria ZTL.
Un errore frequente consiste nel pensare che l’installazione o la sostituzione del filtro antiparticolato trasformi un’auto Euro 5 in Euro 6. La classe di omologazione non cambia automaticamente. Il filtro può essere rilevante per alcune deroghe locali, ma non cancella la categoria indicata nei documenti.
Conviene ancora comprare o tenere un’auto Euro 5
La risposta dipende dall’uso reale. Per chi vive fuori dai grandi centri urbani, percorre molti chilometri extraurbani e trova un esemplare ben mantenuto, una Euro 5 può ancora essere una scelta economicamente sensata. Per chi deve entrare ogni giorno a Milano, Torino, Bologna o in altre aree soggette a blocchi, il rischio di dover cambiare abitudini è molto più alto.
Prima dell’acquisto valuterei almeno quattro aspetti:
- Tipo di motore, perché il diesel è oggi il più esposto ai divieti.
- Zona di utilizzo, con particolare attenzione alle ZTL e alle città sopra i 100.000 abitanti.
- Chilometraggio annuo, dato che un’auto usata poco può rendere inutile la scelta del diesel.
- Manutenzione, soprattutto di FAP, EGR, turbina e sistema di aspirazione.
Un diesel Euro 5 con filtro antiparticolato intasato può richiedere una rigenerazione forzata o interventi costosi. Se l’auto viene usata quasi esclusivamente per tragitti urbani brevi, il problema può ripresentarsi. In questo scenario, io guarderei con interesse a un benzina, a un ibrido o a un’alimentazione alternativa, anche se il prezzo iniziale fosse leggermente superiore.
Non comprerei invece una Euro 5 solo perché costa poco, senza prima controllare le ordinanze della zona in cui vivo e lavoro. Un risparmio di qualche migliaio di euro può ridursi rapidamente se servono permessi, percorsi più lunghi, sostituzioni frequenti del filtro o un nuovo veicolo entro pochi anni.
La scelta più prudente per chi usa l’auto ogni giorno
Nel 2026 un’auto Euro 5 non è automaticamente illegale né inutilizzabile in Italia. La distinzione decisiva è tra Euro 5 benzina e Euro 5 diesel, mentre il vero fattore pratico resta il territorio in cui l’auto deve circolare.
Se possiedo già una diesel Euro 5, controllerei subito le regole del Comune, le eventuali fasce stagionali e la disponibilità di MoVe-In. Se sto per comprarla, chiederei al venditore una verifica documentale completa e simulerei il mio percorso quotidiano, compresi gli ingressi nelle ZTL.
La regola che seguo è semplice: per un uso prevalentemente extraurbano può ancora avere senso, ma per la mobilità urbana quotidiana conviene scegliere una tecnologia con maggiore margine normativo. La classe ambientale non è solo una voce sul libretto: può determinare libertà di movimento, costi di manutenzione e valore residuo dell’auto.