Arrivi davanti a un parcheggio e trovi il simbolo di un autobus, ma non sai se puoi sostare, se indica una fermata o se vieta il transito? Il riferimento al segnale 142 riguarda la figura II 142 del Regolamento del Codice della strada, dedicata all’autobus extraurbano. Capire come leggerla evita di confonderla con il simbolo dell’autobus urbano, con una fermata o con un divieto rivolto a tutti i veicoli.
Il simbolo identifica un autobus extraurbano e va sempre letto insieme al segnale principale
- Figura II 142 indica l’autobus extraurbano.
- È un simbolo di indicazione, non un divieto autonomo.
- Accanto alla lettera P può indicare un parcheggio riservato agli autobus extraurbani.
- Non significa automaticamente fermata dell’autobus o corsia riservata.
- La distinzione dall’autobus urbano è importante per interpretare correttamente l’area segnalata.
Il riferimento corretto è la figura II 142
Io partirei da una distinzione che crea spesso confusione. La figura II 142 non coincide con l’articolo 142 del Codice della strada, che invece disciplina i limiti di velocità. Si tratta di un pittogramma previsto dall’articolo 125 del regolamento di esecuzione, come conferma il testo pubblicato su Normattiva.
Il disegno rappresenta un autobus destinato al servizio extraurbano, quindi collegato a percorsi tra comuni, località o centri abitati diversi. Il numero serve a identificare la figura normativa, non indica una linea, una distanza, una velocità o il numero di autobus presenti nella zona.
Questa precisazione è utile soprattutto nei quiz per la patente e nella lettura dei cartelli di parcheggio. Un numero vicino alla parola “segnale” può richiamare un articolo del Codice, mentre in questo caso si parla di una figura del regolamento.
Che cosa indica davvero il pittogramma dell’autobus extraurbano
Il simbolo non impone da solo una manovra al conducente. La sua funzione è specificare a quale categoria di veicoli si riferisce il cartello principale o quale servizio si trova nell’area indicata.
Il caso più comune è l’abbinamento con il segnale di parcheggio. Se la lettera “P” è accompagnata dalla figura II 142, il parcheggio può essere riservato agli autobus extraurbani. In quel caso un’automobile privata non dovrebbe occupare lo spazio, anche se il posto appare libero e non ci sono barriere fisiche.
Il pittogramma può comparire anche su segnali di indicazione che guidano verso un’area di sosta, un terminal o un punto dedicato al trasporto collettivo. Io considero sempre il simbolo come una parte della frase visiva del cartello, non come un comando isolato.
Come si legge insieme agli altri segnali
Per interpretarlo senza errori bisogna osservare il cartello principale, i pannelli integrativi, le frecce e le eventuali iscrizioni. Lo stesso pittogramma può avere una funzione diversa a seconda della composizione segnaletica.
| Combinazione | Significato pratico |
|---|---|
| Pittogramma II 142 con “P” | Area di parcheggio destinata agli autobus extraurbani, se la segnaletica riserva chiaramente lo spazio a questa categoria. |
| Pittogramma su cartello direzionale | Indicazione di un percorso, terminal o servizio collegato agli autobus extraurbani. |
| Pittogramma con pannello di categoria | Specifica quali veicoli possono beneficiare dell’area o dell’eccezione indicata. |
| Solo pittogramma, senza contesto visibile | Non basta per dedurre automaticamente un divieto di transito o una fermata. |
La regola pratica che seguo è semplice. Prima identifico il segnale base, poi verifico se il simbolo limita il parcheggio, indica una direzione oppure segnala un servizio. Fermarsi alla sola sagoma dell’autobus porta facilmente a una lettura sbagliata.
Le differenze con autobus urbano, fermata e divieto
La figura II 142 viene confusa soprattutto con altri simboli legati al trasporto pubblico. Il confronto più importante è con la figura II 141, riferita all’autobus urbano.
| Segnalazione | Che cosa comunica | Che cosa non significa |
|---|---|---|
| Figura II 142 | Autobus extraurbano o area destinata a questo servizio. | Non indica automaticamente una fermata. |
| Figura II 141 | Autobus urbano. | Non identifica necessariamente un parcheggio per pullman turistici. |
| Segnale di fermata autobus | Punto in cui il servizio passeggeri effettua la fermata. | Non equivale a un semplice parcheggio per autobus. |
| Divieto di transito agli autobus | Vieta il passaggio agli autobus nella strada indicata. | Non ha lo stesso significato di un’area riservata alla sosta. |
Un autobus extraurbano può essere un pullman di linea, un mezzo turistico o un veicolo impiegato su collegamenti tra località. Tuttavia, il pittogramma non basta da solo a stabilire ogni dettaglio del servizio. Per questo la posizione del cartello e il testo integrativo restano decisivi.
Gli errori più comuni davanti alla figura II 142
- Confonderla con l’articolo 142 e collegarla ai limiti di velocità.
- Pensare che ogni autobus raffigurato indichi una fermata passeggeri.
- Interpretare il simbolo come un divieto di transito per le automobili.
- Parcheggiare in uno spazio riservato perché non si vede un autobus nelle vicinanze.
- Confondere l’autobus extraurbano con quello urbano, soprattutto nelle aree di interscambio.
Il caso più delicato è il parcheggio riservato. Se la segnaletica indica una categoria precisa, l’assenza temporanea dei veicoli autorizzati non rende automaticamente libero lo spazio. Io controllerei sempre eventuali pannelli con orari, frecce, dimensioni dell’area e iscrizioni aggiuntive.
La regola pratica da ricordare davanti alla figura II 142
La figura II 142 identifica l’autobus extraurbano e serve a chiarire a quale servizio o categoria si riferisce il cartello. Non va interpretata da sola e non sostituisce un segnale di fermata, di divieto o di corsia riservata.
Quando la vedo accanto a una “P”, considero prima l’ipotesi di un’area dedicata agli autobus e cerco subito le integrazioni. Questa abitudine richiede pochi secondi, ma aiuta a evitare soste irregolari e a leggere la segnaletica italiana con molta più sicurezza.