Nel 2026 molti automobilisti si chiedono se il bollo sia stato davvero cancellato oppure se esistano soltanto esenzioni mirate. La risposta breve è che il bollo auto non si paga più solo in situazioni precise, mentre una novità importante riguarda il 2027: verifico quindi chi può beneficiarne, quali documenti servono e cosa controllare prima di interrompere un pagamento.
La risposta cambia tra il 2026 e il 2027
- Nessuna abolizione generale nel 2026: la tassa resta dovuta salvo esenzioni previste dalla legge o dalla propria Regione.
- Esenzione per il 2027: riguarda una sola autovettura a benzina o gasolio, anche ibrida, fino a 80 kW.
- Un solo veicolo agevolato: se ce ne sono più di uno, conta quello con potenza minore.
- Auto elettriche, disabili e veicoli storici possono già rientrare in regimi specifici, spesso con regole regionali.
- Non pagare senza aver verificato può generare sanzioni, interessi e richieste di pagamento arretrate.
Nel 2026 il bollo non è stato abolito per tutti
La tassa automobilistica continua a essere dovuta dal proprietario o dal soggetto tenuto al pagamento, secondo le regole applicabili nella Regione di residenza. Per questo considero fuorviante parlare di cancellazione totale: nel 2026 il bollo ordinario resta in vigore per la maggior parte delle automobili.
La confusione nasce dalle numerose agevolazioni già esistenti e dal nuovo provvedimento approvato a settembre. Si tratta però di una differenza sostanziale: un’esenzione elimina il pagamento solo per determinati veicoli, persone o periodi, mentre l’abolizione renderebbe il tributo non più dovuto da tutti.
La novità del 2026 non modifica automaticamente le scadenze già maturate. Se il termine ordinario del tuo bollo cade nel 2026, devi quindi verificare la posizione e pagare, a meno che tu non abbia già diritto a un’esenzione diversa.
La novità concreta vale per i pagamenti del 2027
Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 prevede per il solo anno 2027 l’esenzione dalla tassa automobilistica per una persona fisica che possiede uno o più veicoli agevolabili. La misura riguarda i pagamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Per le automobili, il requisito principale è una potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 CV. Fa fede il dato ufficiale riportato nei documenti del veicolo, non una stima basata sulla cilindrata o sulla potenza commerciale.
| Veicolo | Requisito principale | Limite dell’agevolazione |
|---|---|---|
| Autovettura | Benzina o gasolio, anche ibrida, fino a 80 kW | Una sola automobile per persona fisica |
| Più automobili agevolabili | Tutte entro 80 kW | Si applica al veicolo con potenza minore |
| Motociclo | Benzina, se non si possiede un’auto agevolabile | Un solo motociclo |
| Ciclomotore | Benzina | Un solo ciclomotore, secondo i criteri previsti |
Se possiedi due automobili entro il limite, non puoi scegliere liberamente quella con il bollo più costoso. L’esenzione viene applicata a quella con la potenza inferiore; in caso di parità, prevale quella per cui sarebbe dovuto l’importo più basso.
La regola vale anche per le auto ibride quando la propulsione comprende benzina o gasolio. Non è invece una cancellazione strutturale: il testo parla del 2027, mentre l’eventuale stabilizzazione dovrà essere confermata da successivi provvedimenti.
Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome è previsto un accordo specifico. Prima di considerare acquisito il beneficio, controllerei quindi anche le istruzioni dell’ente competente, soprattutto per i veicoli registrati o gestiti in quei territori.

Le esenzioni già attive dipendono dal veicolo e dal proprietario
Auto elettriche e alimentazioni alternative
Le auto elettriche godono, come regola nazionale di base, di un’esenzione iniziale di cinque anni dalla prima immatricolazione. Dopo questo periodo si applica generalmente una riduzione, ma le Regioni possono prevedere condizioni più favorevoli o differenti.
Per ibride, GPL, metano e idrogeno non basta guardare il tipo di alimentazione indicato nella pubblicità del modello. La durata dell’agevolazione può cambiare in modo significativo da una Regione all’altra, con eventuali requisiti di immatricolazione, rottamazione o potenza.
Veicoli destinati a persone con disabilità
L’esenzione collegata alla disabilità richiede il rispetto di condizioni soggettive e oggettive. Possono incidere il tipo di disabilità, l’intestazione del veicolo, il rapporto di familiare fiscalmente a carico, l’eventuale adattamento e i limiti di cilindrata previsti.
In questo caso non mi affiderei mai a un’interpretazione generica della legge 104. La domanda deve essere presentata all’ufficio competente con verbale, carta di circolazione e altra documentazione richiesta, perché in molte situazioni il beneficio non si attiva semplicemente smettendo di pagare.
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Auto con più di venti o trent’anni
Un veicolo con più di 30 anni dall’immatricolazione rientra nell’esenzione nazionale dalla tassa automobilistica, anche se in caso di circolazione può essere dovuta una tassa di circolazione regionale. Per le auto tra 20 e 29 anni è invece prevista, in linea generale, una riduzione del 50% se possiedono il CRS, il Certificato di Rilevanza Storica, e se il riconoscimento è annotato sulla carta di circolazione.
Le regole territoriali possono essere più vantaggiose o richiedere passaggi diversi. Prima di considerare una vettura come auto storica, controllerei quindi l’anno corretto, il registro riconosciuto, l’eventuale CRS e la procedura prevista dalla Regione.
Come verificare il tuo caso senza fare errori
Io seguirei una verifica molto semplice, perché la maggior parte degli errori nasce dal confondere la scadenza del pagamento con il periodo di validità del bollo.
- Controlla la scadenza effettiva e verifica se il termine ordinario cade nel 2026 o nel 2027.
- Leggi la potenza in kW sulla documentazione dell’auto, senza sostituirla con cilindrata o cavalli fiscali.
- Conta i veicoli intestati alla persona fisica e individua quello che può beneficiare dell’esenzione.
- Verifica la Regione competente, soprattutto per elettriche, ibride, veicoli storici e disabilità.
- Controlla l’assicurazione, perché per l’esenzione 2027 il veicolo deve risultare regolarmente assicurato.
- Conserva ricevute e comunicazioni, anche quando il portale mostra un importo pari a zero.
Un esempio chiarisce bene il meccanismo. Se una persona possiede una berlina da 75 kW e un SUV ibrido da 80 kW, entrambi alimentati anche a benzina, per il 2027 l’esenzione dovrebbe riguardare la berlina da 75 kW. Il secondo veicolo resta soggetto al pagamento ordinario, salvo un’altra agevolazione.
Se invece il bollo di una vettura entro 80 kW scade a dicembre 2026, la nuova esenzione non si applica a quella scadenza. Il fatto che il periodo di utilizzo prosegua nel 2027 non cambia il criterio: conta il termine ordinario di pagamento.
Non confondere esenzione e mancato pagamento
Smettere di pagare senza aver verificato i requisiti non equivale a ottenere un’esenzione. Il debito può rimanere registrato e aumentare con sanzioni e interessi, fino alla notifica di un avviso o all’avvio della riscossione.
Per capire cosa fare in caso di arretrati, conviene distinguere tra errore dell’amministrazione, pagamento già effettuato, perdita di possesso, vendita del veicolo e semplice omissione. In quest’ultimo caso, il bollo auto non pagato va regolarizzato valutando il ravvedimento o le modalità indicate nell’atto ricevuto.
Un’altra distinzione importante riguarda il superbollo. L’esenzione prevista per il 2027 riguarda la tassa automobilistica ordinaria e non cancella automaticamente l’addizionale erariale dovuta, in generale, sulle auto con potenza superiore a 185 kW.
La regola da ricordare prima di pagare
Nel 2026 non esiste una cancellazione generale del bollo. Per il 2027 è invece prevista un’esenzione mirata per una sola auto a benzina o gasolio, anche ibrida, fino a 80 kW, con applicazione legata alla scadenza del pagamento.
La scelta più prudente è controllare insieme anno della scadenza, potenza in kW, numero di veicoli, Regione e assicurazione. Solo dopo questa verifica conviene decidere se pagare, presentare una domanda di esenzione oppure attendere l’applicazione automatica del beneficio.