Quando l’auto intestata a una persona deceduta deve passare a più eredi, la difficoltà non sta solo nei documenti. Bisogna capire se il veicolo resterà intestato a tutti, se finirà a un solo erede oppure se verrà venduto a un terzo, perché ogni scelta cambia le formalità e i costi. In questa guida chiarisco anche cosa succede al bollo auto, quali firme servono e quali errori conviene evitare.
La decisione sull’intestatario determina tutta la pratica
- Tutti gli eredi possono risultare proprietari del veicolo in comunione ereditaria.
- Se l’auto va a un solo erede o a un acquirente esterno, normalmente servono due formalità presentate insieme.
- La richiesta va presentata entro 60 giorni dall’autenticazione della firma sull’atto.
- I costi comprendono IPT, emolumenti ACI, diritti Motorizzazione e imposte di bollo.
- Il bollo auto resta dovuto anche dopo il decesso, mentre le sanzioni personali non si trasferiscono agli eredi.

La pratica cambia in base a chi riceverà l’auto
Il primo passaggio è decidere la destinazione del veicolo. Con “de cuius” si indica la persona deceduta che risultava intestataria dell’auto. Se gli eredi sono più di uno, non è obbligatorio intestare subito il veicolo a una sola persona.
Auto intestata a tutti gli eredi
Gli eredi possono accettare l’eredità e chiedere la trascrizione del veicolo a nome di tutti. In questo caso l’auto entra nella comunione ereditaria e ogni erede risulta proprietario della propria quota.
È una soluzione corretta, ma non sempre pratica. Per vendere l’auto in un secondo momento, gestire alcuni atti o prendere decisioni importanti sul veicolo potrebbe essere necessario coinvolgere nuovamente tutti i comproprietari.
Leggi anche: Come verificare se un'auto usata è rubata
Auto assegnata a un solo erede
Se, per esempio, tre fratelli ereditano una vettura ma vogliono assegnarla soltanto a uno di loro, la procedura normalmente prevede prima l’accettazione dell’eredità a favore di tutti gli eredi e poi il trasferimento della proprietà all’erede scelto.
Si tratta di due formalità, che possono essere presentate contestualmente allo Sportello Telematico dell’Automobilista. Lo stesso schema si applica quando gli eredi vendono l’auto a una persona esterna alla successione.
Documenti e firme da preparare senza sorprese
Per evitare un appuntamento a vuoto, io preparerei il fascicolo prima di fissare la pratica. La documentazione può variare nei casi particolari, ma di norma servono i seguenti elementi:
- targa del veicolo;
- documento d’identità e codice fiscale di tutti gli eredi;
- documento d’identità e codice fiscale dell’eventuale acquirente;
- Documento Unico oppure carta di circolazione e certificato di proprietà, se ancora disponibili separatamente;
- dichiarazione sostitutiva che attesti la qualità di erede;
- atto di accettazione dell’eredità;
- eventuale atto di vendita contestuale;
- copia conforme del testamento o estratto rilasciato dal notaio, quando la successione è testamentaria;
- procura notarile se un erede firma anche per conto degli altri.
La presenza di più eredi rende particolarmente importante la gestione delle firme. Se non possono essere presenti tutti, non basta una delega generica per vendere o trasferire il veicolo: occorre verificare quale procura o rappresentanza accetta l’ufficio incaricato.
Se manca il Documento Unico o un documento del veicolo, la pratica non è necessariamente impossibile, ma può servire una denuncia di smarrimento o altra documentazione integrativa. In questi casi preferisco sempre chiedere prima indicazioni allo STA, perché una procedura diversa da quella ordinaria può far slittare l’emissione del nuovo documento.
Come si presenta la pratica e quali sono i tempi
La richiesta può essere gestita presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista, in un ufficio PRA o Motorizzazione abilitato, oppure tramite un’agenzia di pratiche auto. La strada diretta costa in genere meno, mentre l’agenzia è utile quando gli eredi vivono in città diverse o quando serve coordinare procure e documenti.
| Soluzione | Vantaggio principale | Limite |
|---|---|---|
| PRA o STA | Minori costi di intermediazione | Gli eredi devono organizzarsi autonomamente |
| Agenzia di pratiche auto | Gestione di firme, moduli e appuntamenti | Si aggiunge il compenso dell’agenzia |
| Un erede con procura | Riduce gli spostamenti degli altri | La procura deve essere corretta e accettata |
Quando la firma dell’erede viene autenticata direttamente presso lo STA, la trascrizione può essere eseguita contestualmente. Se l’autentica avviene altrove, la richiesta di registrazione deve essere presentata entro 60 giorni dall’autenticazione.
La pratica completa può essere lavorata anche in tempo reale quando i documenti sono regolari. Se il termine viene superato, possono aggiungersi sanzioni e interessi sulla sola IPT, oltre agli eventuali costi per sistemare dichiarazioni o documenti incompleti.
Quanto costa davvero il trasferimento agli eredi
Non esiste un prezzo unico valido per tutta Italia. La voce che incide di più è spesso l’Imposta Provinciale di Trascrizione, calcolata in base alla potenza del veicolo, alla provincia e alle eventuali maggiorazioni locali.
Le principali voci indicate da ACI sono:
- 27 euro di emolumenti ACI;
- 10,20 euro di diritti Motorizzazione;
- imposta di bollo sull’atto e sulla modulistica;
- IPT variabile in base a provincia, categoria e potenza del veicolo;
- costi di riscossione dei versamenti;
- compenso dell’agenzia, se si sceglie un intermediario.
Se l’auto viene intestata a tutti gli eredi, si sostiene il costo della formalità ereditaria. Se invece passa da tutti gli eredi a uno solo o a un acquirente esterno, i costi si calcolano sulle due formalità, anche se vengono lavorate nello stesso appuntamento.
Alcune province prevedono riduzioni dell’IPT per i trasferimenti collegati a una successione. In determinati territori la riduzione può essere ripartita tra la prima formalità a favore di tutti gli eredi e quella successiva a favore dell’intestatario finale, ma non è un’agevolazione nazionale automatica. Prima di firmare chiederei quindi il calcolo scritto all’ufficio o all’agenzia.
Bollo auto, assicurazione e circolazione dopo il decesso
Il decesso dell’intestatario non cancella il bollo auto. L’obbligo tributario passa agli eredi e il pagamento deve essere gestito secondo le regole della Regione o Provincia autonoma competente.
Per i periodi già scaduti, il bollo può essere pagato dagli eredi. In base alle indicazioni ACI, la sanzione personale non si trasmette, mentre resta dovuta la tassa e possono essere richiesti gli interessi previsti. Conviene portare la documentazione del decesso al punto di riscossione, soprattutto quando si deve regolarizzare una posizione arretrata.
Se il veicolo era coperto da un’esenzione collegata alla disabilità del defunto, la situazione va verificata con la Regione. L’agevolazione potrebbe cessare dalla data del decesso e il nuovo intestatario potrebbe dover comunicare la variazione.
Un errore frequente è continuare a usare l’auto per mesi lasciandola intestata alla persona deceduta. ACI ricorda che non è consentita la circolazione con un veicolo ancora intestato a un defunto. Anche la polizza assicurativa va verificata con la compagnia, perché il cambio di proprietario e l’eventuale nuovo conducente possono modificare le condizioni contrattuali.
Prima di pagare altre spese, controllerei anche l’eventuale verifica del fermo amministrativo. Un vincolo sul veicolo può complicare la vendita e deve essere conosciuto dagli eredi prima di decidere se intestare, vendere o demolire l’auto.
Gli ultimi controlli prima di considerare chiusa la pratica
Dopo il rilascio del Documento Unico, controllerei che siano corretti nomi, codici fiscali, indirizzo e intestatario finale. Un errore anagrafico scoperto dopo la chiusura della successione può richiedere una rettifica e altri appuntamenti.
Se il veicolo è un furgone, un autocarro o viene utilizzato per attività professionali, il passaggio di proprietà non modifica automaticamente il suo impiego legale. In quel caso è utile approfondire anche l’uso e destinazione dei veicoli, perché la carta di circolazione e le regole del Codice della strada devono restare coerenti con l’utilizzo reale.
Conserverei infine ricevute dei pagamenti, copie delle dichiarazioni, procura e nuovo Documento Unico. Sono documenti utili se la Regione chiede chiarimenti sul bollo, se l’assicurazione deve aggiornare il contratto o se in futuro l’auto viene venduta.
La scelta più semplice per chiudere bene la successione
Se tutti gli eredi useranno insieme l’auto, l’intestazione comune può essere sufficiente. Se invece il veicolo resterà a una sola persona, di solito è più ordinato completare subito il trasferimento finale, anche se questo comporta due formalità e una spesa maggiore.
La soluzione più prudente consiste nel raccogliere prima i documenti, chiarire chi sarà l’intestatario definitivo e chiedere il preventivo separato per IPT, imposte, diritti e compenso dell’intermediario. In questo modo il passaggio dell’auto del defunto con più eredi diventa una pratica gestibile, senza lasciare in sospeso bollo, assicurazione e responsabilità sulla circolazione.