Articolo 97 sui ciclomotori - targa, bollo e sanzioni

3 novembre 2026

Un'iconica Vespa arancione, un'opera d'arte su due ruote, attende su un vicolo lastricato, evocando lo spirito dell'art 97 cds.

Indice

Un ciclomotore può essere perfettamente funzionante e, allo stesso tempo, non essere autorizzato a circolare. L’articolo 97 del Codice della Strada chiarisce quali documenti servono, come funziona la targa personale, cosa accade dopo una vendita e quali sanzioni si rischiano. Qui collego queste regole agli aspetti pratici di bollo, passaggi e controlli prima dell’acquisto.

Le regole essenziali per circolare con un ciclomotore

  • Targa personale e certificato di circolazione sono indispensabili.
  • La targa resta al titolare anche quando il ciclomotore viene venduto.
  • Per i ciclomotori il bollo è normalmente una tassa di circolazione, dovuta se il mezzo viene utilizzato su strada pubblica.
  • Circolare senza certificato può costare da 158 a 635 euro e comportare la confisca.
  • La targa non propria è una delle violazioni più pesanti, con una sanzione fino a 7.488 euro.

Che cosa disciplina davvero l’articolo 97 del Codice della Strada

L’articolo 97 riguarda le formalità necessarie per la circolazione dei ciclomotori, non delle motociclette. Rientrano normalmente in questa categoria i veicoli con cilindrata fino a 50 cm³, velocità massima costruttiva di 45 km/h e, per le versioni elettriche, potenza entro i limiti previsti dalla normativa.

Il punto centrale è semplice: per circolare legalmente non basta possedere il mezzo e avere una copertura assicurativa. Il ciclomotore deve essere associato a una targa personale e a un certificato di circolazione valido, nel quale sono riportati i dati identificativi e costruttivi del veicolo, quelli della targa e dell’intestatario.

Questa disciplina serve anche a evitare una confusione frequente. Il vecchio contrassegno, spesso chiamato informalmente “targhino”, non sostituisce automaticamente la targa prevista dalle regole attuali. Prima di usare un ciclomotore datato conviene controllare che sia stato regolarizzato e che i documenti siano coerenti con il veicolo.

Targa e certificato di circolazione non sono la stessa cosa

La targa identifica il titolare del certificato di circolazione e viene abbinata a un solo ciclomotore per volta. Il certificato, invece, identifica il mezzo e dimostra che quel veicolo può circolare secondo le caratteristiche omologate.

Elemento A che cosa serve Errore da evitare
Targa Collega il ciclomotore al titolare registrato Usare una targa appartenente a un’altra persona o a un altro mezzo
Certificato di circolazione Riporta dati tecnici, identificativi e intestazione Circolare senza averlo mai richiesto o senza aggiornarlo dopo la vendita
Archivio nazionale Registra il veicolo e le variazioni dell’intestatario Considerare sufficiente un accordo privato non seguito dalla pratica prevista

La targa non segue automaticamente il ciclomotore. In caso di vendita, il titolare la conserva e può riutilizzarla secondo le procedure previste. È una differenza importante rispetto a ciò che molti automobilisti sono abituati a vedere sulle auto, dove la targa è legata soprattutto al veicolo.

Io controllerei sempre tre dati prima di acquistare un usato: numero di telaio, dati riportati sul certificato e corrispondenza della targa con l’intestatario. Una piccola incongruenza è sufficiente per trasformare una pratica apparentemente semplice in una contestazione costosa.

Che cosa fare dopo la vendita del ciclomotore

La vendita non si conclude con la consegna delle chiavi. Occorre richiedere l’aggiornamento del certificato di circolazione secondo le modalità previste dal regolamento e assicurarsi che la cessazione o il nuovo abbinamento risultino correttamente registrati.

Chi acquista dovrebbe verificare che il venditore abbia la disponibilità della documentazione originale e che non stia consegnando soltanto una vecchia ricevuta, una fotocopia o un documento non aggiornato. Chi vende, invece, non dovrebbe lasciare la propria targa sul mezzo ceduto né rimandare indefinitamente la comunicazione della variazione.

La mancata richiesta di aggiornamento dopo il trasferimento della proprietà comporta una sanzione da 396 a 1.584 euro. La stessa fascia si applica anche a chi non comunica la cessazione della circolazione quando richiesta. In caso di accertamento, il certificato può essere ritirato fino alla regolarizzazione.

Per questo, nella pratica, conviene conservare una copia dell’atto di vendita e della ricevuta della pratica. Non sostituiscono gli adempimenti amministrativi, ma aiutano a dimostrare la data dell’operazione e a ricostruire i passaggi se emergono problemi.

Come funziona il bollo per i ciclomotori

Qui nasce una delle confusioni più comuni. Per i ciclomotori fino a 50 cm³ non si applica normalmente la tassa di possesso calcolata come per un’automobile o per un motociclo di maggiore cilindrata. Si parla invece di tassa di circolazione annuale, dovuta quando il mezzo viene utilizzato sulla strada pubblica.

La tassa copre normalmente il periodo da gennaio a dicembre. Se il ciclomotore resta fermo in un’area privata, il presupposto della circolazione non si realizza, ma è prudente verificare le regole della propria Regione prima di decidere di non pagare. La gestione della tassa automobilistica è infatti regionale e possono esistere differenze operative e agevolazioni locali.

Un esempio spesso citato è la Lombardia, dove per i ciclomotori e le minicar non è dovuta la tassa di circolazione annuale secondo la disciplina regionale vigente. Non bisogna però estendere automaticamente questa regola a tutta Italia: residenza del titolare e Regione competente incidono sul pagamento.

Per evitare errori, prima di pagare controllerei il portale tributario regionale o mi rivolgerei a un’agenzia di pratiche auto. Per i ciclomotori il sistema può richiedere dati diversi da quelli usati per le automobili, come il numero di telaio, soprattutto nei casi più vecchi o privi di una targa ordinaria.

Le sanzioni previste e le conseguenze più pesanti

Le somme indicate dall’articolo 97 cambiano in base alla violazione. Non tutte riguardano la semplice dimenticanza di un documento: alcune colpiscono alterazioni tecniche, targhe irregolari o comportamenti che rendono difficile identificare il mezzo.

Violazione Sanzione amministrativa Conseguenze aggiuntive
Produzione o vendita di ciclomotori capaci di superare i limiti di legge Da 1.084 a 4.339 euro Confisca e, nei casi previsti, distruzione del veicolo
Modifica per aumentare la velocità oltre il limite Da 845 a 3.382 euro Confisca secondo le condizioni previste dalla norma
Circolazione con caratteristiche non conformi o velocità superiore Da 421 a 1.691 euro Fermo amministrativo di 60 giorni, 90 in caso di reiterazione nel biennio
Circolazione senza certificato di circolazione Da 158 a 635 euro Confisca del ciclomotore
Circolazione senza targa Da 79 a 316 euro Fermo di un mese, confisca in caso di reiterazione nel biennio
Uso di una targa non propria Da 1.871 a 7.488 euro Fermo di un mese, confisca in caso di reiterazione nel biennio
Targa con dati non chiaramente visibili Da 85 a 337 euro Necessità di ripristinare la leggibilità
Mancata denuncia di smarrimento, furto o distruzione Da 79 a 316 euro Denuncia entro 48 ore e richiesta del duplicato entro 3 giorni

La modifica del motore o del sistema di limitazione è particolarmente rischiosa. Un ciclomotore che supera i 45 km/h può non essere più coerente con la propria omologazione, anche se esteticamente appare identico a prima. La tentazione di “sbloccarlo” non è quindi una semplice personalizzazione, ma può avere conseguenze amministrative e tecniche rilevanti.

I controlli da fare prima di comprare un ciclomotore usato

Prima di concludere l’acquisto, seguirei una sequenza breve ma precisa. Serve a evitare che un prezzo conveniente nasconda documenti mancanti, una targa non regolare o modifiche non dichiarate.

  1. Confrontare il numero di telaio inciso sul mezzo con quello riportato nei documenti.
  2. Controllare che il certificato di circolazione sia originale e leggibile.
  3. Verificare chi è l’intestatario della targa e se la targa è effettivamente abbinata al veicolo.
  4. Chiedere se il ciclomotore è stato modificato per aumentare velocità o potenza.
  5. Formalizzare la vendita e completare subito l’aggiornamento previsto.
  6. Verificare la tassa di circolazione nella Regione di residenza prima di usare il mezzo su strada.

Un controllo utile riguarda anche i ciclomotori immatricolati molti anni fa. In quei casi possono comparire vecchi contrassegni, documenti non aggiornati o passaggi mai registrati. Se il venditore non riesce a spiegare con chiarezza la storia amministrativa del mezzo, io considererei questo un segnale di prudenza, non un dettaglio trascurabile.

Il certificato e la targa non dimostrano da soli che il veicolo sia in buone condizioni meccaniche. Restano necessari i controlli su freni, pneumatici, luci, telaio e impianto elettrico. L’articolo 97 risolve la parte documentale, ma non sostituisce una verifica tecnica.

La verifica finale che evita quasi tutti gli errori

Per circolare con un ciclomotore bisogna tenere insieme tre elementi: veicolo conforme, certificato di circolazione aggiornato e targa correttamente abbinata. A questi si aggiunge la tassa di circolazione, quando prevista dalla Regione e quando il mezzo viene utilizzato sulla strada pubblica.

La regola più pratica è controllare la situazione prima dell’acquisto, non dopo il primo verbale. Una verifica del telaio, dei documenti e dell’intestazione costa poco rispetto a una sanzione che può arrivare a migliaia di euro, al fermo o alla confisca del ciclomotore.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Servono una targa personale correttamente abbinata e un certificato di circolazione valido. Il certificato riporta i dati tecnici e identificativi del mezzo, della targa e dell’intestatario; il vecchio contrassegno non sostituisce automaticamente la targa prevista dalle regole attuali.

La targa resta al titolare e non segue automaticamente il ciclomotore. Dopo la vendita occorre aggiornare il certificato di circolazione e registrare correttamente la variazione; la mancata richiesta può comportare una sanzione da 396 a 1.584 euro.

Per i ciclomotori si tratta normalmente di una tassa di circolazione annuale, dovuta quando il mezzo viene usato sulla strada pubblica e riferita al periodo da gennaio a dicembre. Se resta in un’area privata il presupposto della circolazione non si realizza, ma bisogna verificare le regole della propria Regione: in Lombardia, per esempio, la tassa non è dovuta secondo la disciplina regionale vigente.

Circolare senza certificato di circolazione comporta una sanzione da 158 a 635 euro e la confisca del ciclomotore. L’uso di una targa non propria è più grave e può costare da 1.871 a 7.488 euro, oltre al fermo di un mese e, in caso di reiterazione nel biennio, alla confisca.

Occorre confrontare il numero di telaio con i documenti, verificare che il certificato sia originale e leggibile e controllare la corrispondenza tra targa, intestatario e veicolo. È inoltre opportuno accertare eventuali modifiche a velocità o potenza, formalizzare la vendita e completare subito l’aggiornamento previsto.

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Fiorenzo Martino

Fiorenzo Martino

Mi chiamo Fiorenzo Martino e da quindici anni mi dedico con passione al mondo dei motori, della guida sicura e della manutenzione. La mia curiosità per le automobili è nata fin da bambino, osservando mio padre prendersi cura della nostra vecchia Fiat, e da allora non mi sono più fermato. Quello che mi spinge a scrivere per ruotestoreitaly.it è la voglia di condividere conoscenze pratiche e approfondite, aiutando chiunque voglia comprendere meglio il funzionamento del proprio veicolo, imparare a guidare in modo più consapevole e sicuro, e capire l'importanza di una corretta manutenzione per prolungare la vita della propria auto. Cerco sempre di verificare le informazioni, confrontare diverse fonti e spiegare concetti anche complessi in modo chiaro e accessibile, perché credo che l'informazione di qualità debba essere utile e comprensibile per tutti.

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